Genova, la sentenza del Tribunale contro il Comune: "Il bimbo avrà due mamme"

famiglia arcobaleno

È ancora una volta la magistratura a decidere là dove la legislazione italiana fa ancora estremamente fatica ad intervenire (e l'esecutivo Lega-M5S non ha alcuna intenzione di farlo). Stavolta siamo in Liguria, nel comune di Genova, il cui sindaco Marco Bucci si era rifiutato di trascrivere come genitori di un bambino le sue due mamme.

I funzionari comunali non avevano però voluto sentir ragioni, certi che la legge vigente in Italia - che non prevede genitori dello stesso sesso - sarebbe stata sufficiente per negare ad un bimbo il diritto alla bigenitorialità. E così le due donne si sono rivolte al tribunale di Genova.

Il piccolo era nato proprio a Genova da una delle due donne grazie all'ovulo dell'altra, fecondato da un donatore anonimo. Nonostante questo, però, il comune si era opposto e ora, stando a quanto deciso dal Tribunale di Genova, dovrà ingoiare il rospo e rispettare la sentenza che ha dato ragione alle due due donne, in attesa di una legislazione che punti a riconoscere genitori dello stesso sesso.

Contro le due donne si erano costituiti anche il Comune di Genova e addirittura la Prefettura, ma per loro è arrivata la sconfitta. Il motivo è molto semplice: secondo i giudici del Tribunale di Genova, nella procreazione medicalmente assistita "assume importanza centrale la consapevole assunzione di responsabilità genitoriale all’atto di intraprendere un percorso di procreazione assistita".

A prevalere è stato ovviamente l'interesse del minore, che secondo il comune non avrebbe avuto diritto ad una seconda madre, così come altri due nonni legalmente riconosciuti e tutto ciò che ne consegue, questioni di eredità compresa. Secondo i giudici, invece, è necessario ricordare "l’evoluzione del diritto di famiglia italiano, con riferimento specifico allo status filiationis e, dunque, dei diversi modelli di genitorialità che ad esso possono dare luogo e, rispettivamente, quella da procreazione naturale, adottiva, e quella da procreazione medicalmente assistita".

Foto | iStock

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