Torino, il DAMS lancia il corso di Storia dell'Omosessualità

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Il DAMS di Torino ha annunciato qualche ora fa l'introduzione di un corso di insegnamento per l'anno accademico 2017/2018 dedicato alla Storia dell'Omosessualità, in quello che per l'Italia è a tutti gli effetti un primato.

Il corso partirà il prossimo 23 aprile, nel secondo semestre, con la docente Maya De Leo come titolare e nel corso delle 18 lezioni previste proporrà:

una storia culturale dell’omosessualità che ne ricostruisce le trasformazioni in età contemporanea (dalla fine del XVIII secolo al tempo presente) tra Europa e Stati Uniti, restituendo esperienze, narrazioni e rappresentazioni collocate in diversi contesti sociali. Inoltre, come si legge sul sito del corso. Inoltre, si concentra sulla produzione culturale legata ai movimenti di liberazione omosessuale e più in generale all’attivismo LGBT+ e queer. Infine, offre un percorso di approfondimento specifico sul rapporto tra media e omosessualità in età contemporanea.

Questo il dettaglio delle lezioni:


  1. Dall’Ancien Régime alla contemporaneità: nuovi paradigmi nel sistema di genere. Il genere in prospettiva storica.

  2. Sodomiti e passing women: esperienze e rappresentazioni dell’omosessualità tra Sette e Ottocento. Immagini e narrazioni di sessualità eccentriche alle soglie della contemporaneità.

  3. L’Ottocento: l’“omosessuale moderno” tra patologizzazione e riappropriazione. La medicalizzazione dell’omosessualità e il primo emancipazionismo.

  4. Tribadi, virago, seguaci di Saffo: esperienze e rappresentazioni del lesbismo tra Otto e Novecento. Immagini e narrazioni del lesbismo tra emancipazione delle donne e patologizzazione del femminile.

  5. Culture LGBTQ+ e sottoculture urbane tra Otto e Novecento. Archeologia della comunità LGBTQ+: sessualità eccentriche e modernità.

  6. Omosessualità e alterità: la “razza” nella costruzione delle maschilità eccentriche. La “Zona Sotadica” e l’Italia nell’immaginario omosessuale fin-de-siècle.

  7. Gli anni Trenta: Goodbye to Berlin. - Persecuzione e invisibilizzazione delle persone LGBTQ+ tra Europa e Stati Uniti.

  8. Il dopoguerra: la nascita del closet. Dal closet a Stonewall.

  9. Gli anni Settanta: liberazioni. Il movimento di liberazione omosessuale nel contesto internazionale.

  10. Sessualità, politica, storia. Selezione di testi: voci dal movimento di liberazione omosessuale.

  11. Gli anni Ottanta: l’AIDS tra politiche e rappresentazioni. Nuovi strumenti dell’eteronormatività e nuovi orizzonti dell’attivismo.

  12. Gli anni Novanta: il queer tra pratiche e teorie. Sesso, genere, performatività.

  13. Narrazioni trans e intersex. Transfemminismi e attivismo intersex.

  14. Genere, politica, identità. Selezione di testi queer.

  15. La comunità LGBTQ+ tra omonormatività e intersezionalità. Questioni aperte del tempo presente.

  16. Il camp: linguaggi, estetiche, identità. Codici comunitari e percorsi di costruzione identitaria tra passato e futuro.

  17. Media e omosessualità: visioni e narrazioni nell’era del celluloid closet. Selezione di film.

  18. Media e omosessualità: visioni e narrazioni nell’era della visibilità. Selezione di film e serie tv.

Davanti a una notizia del genere, il solito Mario Adinolfi non è riuscito a tacere e poche ore fa ha vomitato su Facebook tutto il proprio odio, come accade ogni volta che si parla di questioni LGBT:

Non basta averla come tassa obbligatoria in ogni fiction di Raiuno e in ogni festival di Sanremo, non basta che sia stato argomento dell'unica riforma condotta in porto in cinque anni di legislatura, adesso l'esaltazione dell'omosessualità viene imposta dalla nota lobby anche come materia universitaria "che vale sei crediti". La genialata arriva dal Dams di Torino che ha varato la singolare cattedra di "storia dell'omosessualità" a cui non si comprende come non possa far seguito una ben più seguita "storia dell'eterosessualità" propedeutica ad un seminario su "come far colpo sulle ragazze" e un esame complementare su "storia delle diverse modalità di reagire al due di picche". Questi perditempo del Dams di Torino annunciano per domani addirittura una conferenza stampa in cui saranno illustrate le questioni fondamentali di tale nuovo insegnamento accademico che, nello spirito del corso di laurea in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo che lo ospita nell'ateneo sabaudo, riguarderanno un corso monografico sul tuca tuca come primordio televisivo dello sdoganamento dei gay grazie alle movenze di Raffaella Carrà e le mises più adatte a far restare tutti a bocca aperta durante una serata vintage al Muccassassina. Davvero, non si capisce come una università seria come quella torinese si sia piegata a questa pagliacciata sensa senso. Certo, nella città piemontese ormai la lobby lgbt domina anche politicamente, ma una volta quello era un territorio che andava orgoglioso della sua capacità di organizzare la resistenza. Invece oggi preferisce le più comode vie del conformismo. Poveri ragazzi, chissà su cosa saranno valutati agli esami da tali "professori".

Per tutte le informazioni sul corso vi invitiamo a visitare la pagina ufficiale sul sito del DAMS di Torino.

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