Veronica Pivetti e il coming out tra smentite e precisazioni

24 agosto 2017 - La candita intervista di Veronica Pivetti al settimanale DiPiù è finita al centro di una vera e propria bufera, con la diretta interessata che si è affrettata a correggere il tiro con un lungo post su Facebook e il direttore della testata, Sandro Mayer, che ha replicato con una lunga lettera al vetriolo.

Attraverso la fan page su Facebook, Veronica Pivetti ha precisato:

Ciao!
Quando il gioco si fa duro si sa che i duri cominciano a giocare, e io ho proprio voglia di giocare un po' con voi.
Perché? Semplice, perché siete amici e perché mi volete bene (ricambiati!!!) da moltissimi anni.
Immagino che qualcuno di voi avrà saputo cosa mi è successo in questi giorni. Un settimanale abbastanza folcloristico ha deciso di farmi parlare di me.
Capita, soprattutto sotto promozione, e dato che la Prof è alle porte (inizia a metà settembre, lo sapete, vero?) cosa c'è di meglio di un po' di sana bagarre?
Il punto non è la bagarre e nemmeno il motivo che l'ha scatenata, ma il pensiero che c'è dietro.
Scrivere a caratteri cubitali BASTA CON GLI UOMINI, VIVO CON UN'AMICA fa presupporre che io abbia sostituito gli uomini con le donne. Bizzarro meccanismo mentale, non trovate? È anche abbastanza evidente il desiderio pruriginoso di far intendere una relazione che vada oltre l'amicizia (sotto il titolo si legge Con lei, che si chiama Giordana, sto vivendo il legame più profondo che abbia mai avuto. In lei c'è qualcosa di Adriana, l'amica di cui mi innamorai da ragazza).
Siamo donne e uomini di mondo, sappiamo che il gossip vive di sottintesi, di sicuro non ci scandalizziamo.
Il pensiero che c'è dietro, invece mi scandalizza eccome.
Secondo questo giornale l'omosessualità è un "ripiego".
Veronica è stanca degli uomini e quindi va con le donne. Secondo loro questa è l'equazione. Secondo loro questa è la vita.
Se fossi una donna omosessuale mi incazzerei parecchio, sapete?
Come si permette questo mondo omofobo di pensare che l'omosessualità sia una "seconda scelta"?
Dove sta scritto che l'eterosessualità è la strada che scegliamo per prima, anzi, peggio ancora, la strada giusta?
Mi fa orrore il razzismo che trasuda questo titolo.
Per la cronaca, Giordana, mia adorata e insostituibile amica, persona realmente di valore immenso e grande intelligenza che adoro, non mi ricorda affatto la buffa Adriana, simpatica e cicciotta educatrice dell'Oratorio che frequentavo da bambina.
D'altra parte, se qualcuno di voi ha letto il mio libro MAI ALL'ALTEZZA, di Adriana sa tutto, e sa che razza di cotta mi presi per lei a undici anni! Si sa, gli ormoni a quell'eta' sono schegge impazzite...e meno male!
Ma permettetemi di rubarvi altri cinque minuti per sottolineare un'altra cosa. E qui mi rivolgo soprattutto alle donne, mi scuseranno gli uomini ma chiedo loro un po' di pazienza.
Avete notato che due donne non possono essere amiche, profondamente e visceralmente amiche, senza far pensare che ci sia sotto "qualcosa"?
Ma davvero chi ha scritto questo articolo è così povero di immaginazione da non concepire che al mondo possa esserci una grande amicizia fra due persone dello stesso sesso? È necessario che fra le righe spunti un legame sessual/ amoroso? L'amicizia da sola non basta? Non convince?
Non so voi, ma io conosco diverse donne che hanno rapporti bellissimi e intensissimi con altre donne senza andarci a letto. E mi stupisce che questi signori che scrivono sui giornali non sappiano come va il mondo. Si vede che il loro gira intorno ai pregiudizi di cui si nutrono.
Amici miei, vorrei parlare ancora tanto con voi, mi conoscete, sapete che sono logorroica e nonostante ciò mi sopportate da tempo...ecco perché siete i primi a cui ho inviato queste mie semplici riflessioni. Aspetto le vostre.
Vi ringrazio di avermi ascoltato e di essermi sempre vicini.
Vi voglio bene e vi abbraccio forte
Veronica

Le parole dell’attrice hanno mandato su tutte le furie Sandro Mayer, che si è risentito fin troppo per il tono con cui Veronica Pivetti ha definito il settimanale da lui diretto - tante righe della lettera sono proprio dedicate a difendere la rivista - e soprattutto per la messa in dubbio della buona fede della giornalista che ha condotto l’intervista. Di seguito la lettera integrale inviata da Sandro Mayer, via Davide Maggio:

Gentile Signora Veronica Pivetti,

Preciso subito che sono un suo ammiratore dai tempi di “Viaggi di Nozze”, fino ai giorni nostri quelli di “Provaci ancora Prof”. La mia stima professionale per lei è incondizionata. L’avevo anche per la sua persona, ma ora questa parte di stima è precipitata.

Lei ha smentito, o comunque dice che è stata manipolata, una sua intervista pubblicata su “Dipiù” a firma della brava giornalista Stefania Mazzoni. Ma questo non mi ha indignato: dopo anni e anni di direzione di giornale sono abituato ai cambiamenti di umore dei personaggi dello spettacolo. Quello che mi indigna è altro: come si permette di definire folcloristico il Settimanale Dipiù?

Preciso subito che il termine è offensivo e degno di querela, che, già le dico, non inoltrerò, mentre lei non può querelare per l’intervista, perché abbiamo le prove che è autentica e non è stata manipolata: la tentazione di metterla sul web per farla sentire a tutti è stata tanta, ma non l’ho fatto, perché non sarebbe stato corretto. Però, invece di smentire in maniera così chiassosa, poteva querelare e farci scrivere da un avvocato e noi, nelle sedi opportune, avremmo esposto le nostre ragioni e la nostra documentazione.

E voglio dire subito che è lei, signora Pivetti, che ha voluto alzare un po’ di sana bagarre, ma, la prego, usi termini italiani: sano trambusto sarebbe stato più opportuno.

E’ vero: noi siamo venuti da lei per fare promozione alla sua nuova fiction della serie “Provaci ancora Prof”. Il “Settimanale DipiùTV” lo fa sempre quando parte un nuovo programma. Ma poi la conversazione, per quella magica intesa che a volte scatta tra intervistato e intervistatore, si è spostata sul privato e lei ha detto quello che è stato pubblicato. La parte del privato, come spesso facciamo, l’abbiamo spostata su “Dipiù”, perché “DipiùTV” si dedica maggiormente a notizie televisive. Ma “Dipiù”, signora Pivetti, non è affatto folcloristico: è un prestigioso giornale familiare, molto moderno, erede di una tradizione antica, quella dei settimanali Oggi, Gente, Tempo, Epoca, la Settimana Incom.

E’ diretto da un direttore di lunga data, che sono io, vincitore, fra i tanti riconoscimenti, del più prestigioso premio giornalistico assegnato in Italia, il Premio St. Vincent, che fra i tanti illustri premiati annovera anche i grandi Indro Montanelli e Enzo Biagi. Montanelli e Biagi, lei non può saperlo ma forse li ha sentiti nominare, erano in giuria quando io vinsi il premio.

Su “Dipiù”, signora Pivetti, firmano da tempo rubrichisti celebri come Alberoni, Crepet, Rossi, Moccia, Bisiach, linguisti dell’Accademia della Crusca e de La Sapienza di Roma, e adesso anche Roberta Bruzzone, fra l’altro opinionista di punta di “Porta a Porta”.

Per sapere che cosa è “Dipiù”, signora Pivetti, visto che lei non conosce il giornale, chieda anche a sua sorella Irene e, mi permetta un parere personale, la più grande della famiglia. Ha firmato più volte articoli su “Dipiù”: lei che è stata Presidente della Camera avrebbe mai potuto scrivere poi su un giornale folcloristico?

Ma veniamo al contenuto principale della sua smentita: lei ci definisce omofobi, mentre mi pare di capire, ma potrei sbagliarmi, che l’omofoba è lei. Signora, lei precisa: “Se fossi una donna omosessuale, mi incazzerei parecchio.” Quindi non lo è. Ma perché precisarlo? Se fosse stata omosessuale cambierebbe qualcosa? Lei scrive più avanti: “Dove sta scritto che l’eterosessualità è la strada che scegliamo per prima, anzi, peggio ancora, la strada giusta?”. Ma che cosa è questa differenza, signora Pivetti? Solo gli omofobi pensano ci siano strade giuste o ingiuste: per noi, mi creda, qualunque strada prenda una persona fin dalla nascita è giusta. Lei dice che secondo “Dipiù” l’omosessualità è un ripiego. Ma questo l’ha detto lei: lo deduce da che cosa?

Signora, il razzismo lo fa solo lei: è lei che ha parlato della sua amica Giordana e poi della giovane donna, Adriana, di cui si innamorò da bambina ma fra le righe dell’intervista pubblicata non trapela nessun legame sessual-amoroso. Certo, le è stata fatta la domanda: lei è innamorata di Giordana? E lei ha risposto: “Non so se si può chiamare amore.” Non capisco perché lei legga da qualche parte di un legame di sesso montato da noi.

Vorrei tornare al concetto della bagarre, il trambusto: signora Pivetti, nessuno pensava di vendere copie in più con la sua faccia, perché, con tutto il rispetto per la sua professione, la sua non è una faccia da copertina: se lo lasci dire da un esperto. Però in copertina l”abbiamo messa. E sa perché? Perché la sua intervista ci era sembrata così vera, così dolce e così semplice che abbiamo voluto dedicarle la copertina, non per vendere, ma per parlare di un problema sociale di cui ancora purtroppo si discute tanto nelle famiglie. Lei scrive come un’accusa rivolta a tutti: “Sappiamo che il gossip vive di sottintesi.” No, signora Pivetti ancora una volta lei si sbaglia. Quello che è apparso in copertina non è proprio un gossip. Mi dispiace per lei, donna intelligente, che lei liquidi con la parola gossip, un tema che sta a cuore a tanti.

Questa risposta dovevo dargliela, anche se in tanti anni di direzione io quasi mai ho replicato a smentite o accuse se non in tribunale. Ma lei questa volta, proprio in vista della partenza di “Provaci ancora Prof”, precisando bene che il programma inizierà a metà settembre, ha alzato un polverone inutile: si sa, per gli ascolti è meglio parlare che ignorare. Il polverone, se magari porta qualche telespettatore in più alla fiction, però è offensivo per me e per tutti i giornalisti e lettori di Dipiù.

Se la perderò come lettrice, me ne farò una ragione.

Sandro Mayer

21 agosto 2017 - L’attrice Veronica Pivetti è pronta per tornare in TV con la nuova stagione della fictionProvaci Ancora Prof 7” e nel corso di una recente intervista al settimanale DiPiù ha deciso di rivelare qualcosa mi più sulla propria vita privata, raccontando di vivere da anni con una donna, Giordana, che lei considera a tutti gli effetti la sua famiglia.

Il mio rapporto con lei è serio, sincero, profondo, intenso. Vivo con lei e due cani, siamo una famiglia, non potrei desiderare di più. Gli uomini mi hanno delusa. (…) Oggi sono felice così. È una cara, carissima amica, non lo definirei un amore, anche se è il rapporto più profondo che ho avuto nella mia vita ed è sotto gli occhi di tutti.

Veronica Pivetti ha accennato brevemente anche a un amore giovanile con una donna, una ragazza in cui ancora oggi rivede la donna che sta condividendo la vita con lei:

Ci vogliamo molto bene, in lei rivedo Adriana, una ragazza della quale mi innamorai da giovane, me ne innamorai perdutamente.

<> the Giffoni Film Festival on July 26, 2008 in Giffoni, Italy.

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