UE contro la legge che vieta la propaganda gay in Russia: “É discriminatoria e fomenta l’omofobia”

The European Court of Human Rights (ECHR) is seen during a hearing concerning the terrorist attack on a school in Beslan, North Ossetia (Russia), in September 2004, on October 14, 2014 in Strasbourg, eastern France. More than 330 hostages had been killed during the attack by pro-Chechen rebels, 186 of them were children, and about 750 people were injured. AFP PHOTO/FREDERICK FLORIN         (Photo credit should read FREDERICK FLORIN/AFP/Getty Images)

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha preso una posizione chiara contro la discussa legge che vieta la cosiddetta propaganda gay in tutto il territorio della Russia, introdotta tra mille polemiche nel 2013.

A sottoporre la questione a Strasburgo sono stati tre attivisti LGBT residenti in Russia, che hanno ottenuto il parere favorevole dei giudici: la legge che vieta di parlare di omosessualità e tematiche ad essa legata di fronte ai minori di 18 anni “rafforza lo stigma e il pregiudizio ed incoraggia l’omofobia ed è incompatibile con i valori di una società democratica”.

Quella legge è in chiara violazione delle regole del trattato europeo sulla libertà di espressione ed è discriminatoria nei confronti delle persone omosessuali:

Il vero scopo di quelle leggi e del modo in cui sono state formulate e applicate nel caso dei richiedenti è stato discriminatorio e, soprattutto, non ha servito alcun interesse pubblico legittimo.

Picture taken on April 23, 2015 shows the audience room of the European Court for Human Rights, in Strasbourg, eastern France. AFP PHOTO / PATRICK HERTZOG        (Photo credit should read PATRICK HERTZOG/AFP/Getty Images)

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