Cecenia, Vladimir Putin sostiene l’inchiesta sui crimini d’odio contro le persone LGBT

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Dopo le pressioni arrivate all’unanimità dall’Occidente, non ultima quella della cancelliera tedesca Angela Merkel, il Presidente della Russia Vladimir Putin ha comunicato ieri il proprio supporto nell’inchiesta sui crimini d’odio in Cecenia contro le persone LGBT, denunciati ormai da settimane e supportati da decine di testimonianze.

Putin ha annunciato che chiederà personalmente al procuratore generale e al Ministro dell’Interno di verificare le denunce in arrivo dalla Cecenia e dare supporto alla politica e attivista russa Tatyana Moskalkova, commissario per i diritti umani in Russia dall’aprile 2016, che si sta occupando della questione.

Se da un lato c’è stata una piccola apertura, lo stesso Putin ha definito quelle denunce come “pettegolezzi a proposito di quello che sta succedendo nel Caucaso del Nord con le persone di orientamento sessuale non tradizionale”. Quello che sarà fatto nelle prossime settimane è tutt’altro che utile: verrà messo in piedi un gruppo di lavoro, con sede in Russia e non in Cecenia, che raccoglierà le denunce dei cittadini.

Il leader della Cecenia, Ramzan Kadyrov, ha manifestato in queste ore l’intenzione di collaborare con le autorità federali sulla questione, ma ha sottolineato ancora una volta che non esistono “persone di orientamento non tradizionale” in Cecenia.

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