Corea Del Nord, un disertore racconta cosa vuol dire essere gay nella dittatura dei Kim

In queste ultime settimane, complice la crescente tensione con gli Stati Uniti e il rischio sempre più reale di una guerra, si sta parlando con più insistenza della Corea Del Nord e delle condizioni in cui si trovano a vivere i suoi cittadini nella dittatura di Kim Jong-un, ma fino a questo momento non abbiamo avuto molte informazioni sulle condizioni degli omosessuali nel Paese.

Ora, complice l’imminente uscita in lingua inglese dell’autobiografia di un cittadino nordcoreano omosessuale riuscito a fuggire in Corea Del Sud, abbiamo qualche dettaglio in più su cosa significa avere un orientamento sessuale diverso da quella che viene considerata la norma in una regime dittatoriale.

Jang Yeong-jin ha più di 60 anni e da tempo ormai vive in Corea Del Sud dopo essere riuscito ad entrare nel Paese attraversando la zona demilitarizzata. Aveva già provato a lasciare la Corea Del Nord nel 1966, quando aveva attraversato il confine con la Cina e, per i tredici mesi successivi, aveva tentato invado di raggiungere la Corea Del Sud e ottenere così lo status di rifugiato.

Non riuscendo nell’impresa, però, prese la difficile decisione di rientrare volontariamente in Corea Del Nord, evitando così di affrontare le dure pene a cui i cittadini vengono sottoposti se rimpatriati dal governo cinese come disertori. Nel corso di una lunga intervista alla CNN, Jang ha raccontato di non aver mai sentito parlare di omosessualità fino al compimento dei 37 anni di vita.

Quando era all’università di Pyongyang sono andato a trovare un neurologo per cercare di capire perché ero così diverso dagli altri. Appena ho iniziato a parlare dei miei sentimenti, il dottore ha iniziato a urlarmi contro e sono dovuto fuggire.

Jane ha spiegato alla CNN di aver avuto un rapporto speciale con un suo amico di infanzia e di aver dormito con lui qualche volta senza che le mogli di entrambi sospettassero nulla:

Un giorno il mio amico è venuto da me. Quella notte ho lasciato il letto di mia moglie e sono andato nel suo. Il mio cuore batteva così forte e mentre lui dormiva non riuscivo a spiegarmi cosa stavo provando. Mi sono alzato, sono uscito e un’oca è volata sopra la mia testa. Lì ho capito che me ne sarei dovuto andare.

E, ancora:

Quando ero nell’esercito c’era un ufficiale che aveva il mio stesso problema e si era sposato lo stesso. C’era anche un uomo nel mio paese che non si è mai sposato e ha vissuto tutta la sua vita da solo. La società della Corea Del Nord tratta queste persone come anormali.

L’uomo ha raccontato che sarebbe potuto riuscire a fare i conti con tutti i limiti della Corea Del Nord, dal poco cibo alla scarsità di tutti gli altri beni di prima necessità, ma non con il non poter avere un sogno da realizzare, un amore da vivere senza limiti e senza doversi nascondere.

Così, dopo il fallito tentativo con la Cina, Jang Yeong-jin è riuscito nella difficile e pericolosa impresa di entrare in Corea Del Sud passando per la zona demilitarizzata al confine tra i due Stati. Lì, leggendo una rivista nello studio di un medico, Jang si è trovato davanti un articolo che parlava di omosessualità:

Quella è stata la prima volta, ho capito finalmente cos’era l’omosessualità. Avevo 37 anni e pensavo che avrei passato la mia intera vita da solo visto che non avrei mai potuto vivere con una donna.

A quel punto tutto è cambiato, anche se la vita da disertore omosessuale continua a non essere facile:

Sono un disertore, sono uno straniero in questa società. Per tutti i disertori non è facile ambientarsi e per me è ancora più difficile.

A Mark of Red Honor, il romanzo autobiografico di Jang Yeong-jin, uscirà in lingua inglese entro la fine del 2017.

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Via | CNN

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