Cecenia, Arcigay invita l’Italia a intervenire: “Non possiamo restare a guardare”

La azioni antigay promosse dal governo della Cecenia in tutto il Paese stanno avendo il giusto e doveroso risalto internazionale e mentre si sta cercando di avere un quadro più chiaro della situazione, le associazioni LGBT e le organizzazioni per i diritti umani si stanno muovendo per fare qualcosa, fosse anche soltanto far uscire dal Paese tutte le persone che risultano in pericolo a causa del loro presunto orientamento sessuale.

Anche l’associazione italiana Arcigay ha lanciato un appello al governo italiano attraverso il segretario nazionale Gabriele Piazzoni:

Nelle ultime ore l'opinione pubblica del nostro Paese ha preso coscienza delle drammatica persecuzione in corso nei confronti delle persone LGBT in Cecenia. Quello che sta accadendo a pochi chilometri dai confini dell'Europa è di una gravità inaudita e necessita dell'intervento fermo della politica, oltre che di una mobilitazione che dia voce e corpo all'indignazione che si solleva da più parti nel mondo.

E, ancora:

In Parlamento sono state depositate domande urgenti rivolte al nostro Ministro degli Esteri affinché riferisca in aula le informazioni in arrivo dagli enti diplomatici e le azioni che il Governo italiano intende mettere in campo: sollecitiamo su questi temi risposte tempestive e concrete. Nel frattempo chiediamo agli attivisti e alle attiviste di aderire alla campagna di fundraising attivata dalla rete All Out per sostenere le azioni del network lgbt russo, al lavoro da giorni per mettere al sicuro le persone bersaglio di questa violenta azione repressiva.

Arcigay invita tutti - e anche noi di Blogo lo facciamo - a sostenere l’appello lanciato da Amnesty International e rivolto direttamente ad Aleksandr Ivanovich Bastrykin, presidente della Commissione d'inchiesta della Federazione Russa, affinché si faccia carico della sicurezza e dell'incolumità delle persone LGBT in Cecenia:

È estremamente importante in queste ore far sentire alle autorità cecene, e in particolare al Presidente Ramzan Kadyrov, la pressione di una vasta comunità mondiale e garantire a chi è vittima di persecuzione un canale sicuro per sottrarsi alla violenza.

Potete firmare la petizione di Amnesty International a questo indirizzo.

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