Brindisi, la transgender Adriana sarà trasferita in una struttura per donne

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19 marzo 2017 - Gli appelli sono stati ascoltati. Cathy La Torre ha confermato poche ore fa che la giovane Adriana sarà trasferita nella giornata di domani nel reparto femminile di un’altra struttura di detenzione.

18 marzo 2017 - Sono stati il Movimento Identità Transessuale (MIT) e Sinistra Italiana a denunciare quanto sta accadendo nel Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di Brindisi, che dal 21 febbraio scorso sta ospitando la transessuale brasiliana Adriana, di 17 anni, dopo che ha perso il lavoro e il permesso di soggiorno.

La giovanissima è stata rinchiusa nel reparto maschile della struttura e da otto giorni ha iniziato uno sciopero della fame per chiedere il trasferimento in un’altra struttura, dove è presente un reparto femminile e dove non dovrà temere per la propria incolumità.

Cathy La Torre, legale del Movimento Identità Transessuale, ha spiegato:

Adriana è al Cie di Brindisi dal 21 febbraio, e si trova in mezzo a centinaia di uomini, correndo ogni istante evidenti rischi di violenze. Abita in Puglia ed è stata prelevata da un albergo dove si trovava con il suo fidanzato. Proviene da una zona pericolosa del Brasile, dove ogni anno vengono uccisi 200 trans. Vogliamo che della questione si interessi il ministro della Giustizia e il Dap, perché Adriana passa 23 ore al giorno in cella per proteggersi. Abbiamo scritto al prefetto di Brindisi che ha detto di aver chiesto il suo trasferimento: il problema è che al Cie di Brindisi non esiste un reparto femminile. E non le viene somministrata nemmeno la terapia ormonale, perché non c'è nessuno che può prescrivergliela. Per risolvere questa situazione basterebbe una circolare ministeriale.

Anche Nichi Vendola è intervenuto sulla vicenda:

Quali sono i diritti di una persona trans quando si trova rinchiusa in un luogo di reclusione, quanto conta la sua vita, quanto pesa la sua storia, quanto vale la sua dignità? Se ne avessi il potere, vorrei su questo specifico argomento interrogare i ministri competenti, Marco Minniti e Andrea Orlando. […] Parlo di un caso concreto affinché ci si possa accorgere di una condizione concreta: nel Cie (centro identificazione ed espulsione) di Brindisi una donna trans brasiliana, Adriana, ristretta nella sezione maschile, chiede disperatamente di essere trasferita nella sezione femminile. Lo chiede perché la sua è una condizione a rischio, tanto più in un luogo di segregazione tutto al maschile. Lo chiede mettendo in gioco il proprio corpo, la propria salute, cominciando uno sciopero della fame.

Domani Sinistra Italiana presenterà un’interrogazione al Governo e nei prossimi giorni il MIT organizzerà una serie di iniziative per sensibilizzare le istituzioni su un tema così delicato e chiedere la soluzione al problema della giovanissima Adriana.

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