Caso Unar e soldi pubblici: l’Anddos pubblica i dettagli del progetto finanziato

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L’ondata di fango che ha travolto la comunità LGBT e l’associazione nazionale contro le discriminazioni da orientamento sessuale (ANDDOS) dopo il servizio la messa in onda del servizio di Filippo Roma de Le Iene non si è ancora conclusa, col panorama cattolico e di destra che continua ad attaccare esclusivamente sulla base di quanto denunciato dal servizio televisivo.

Quello su cui non si pone l’accento però - o meglio, quello che il servizio di Filippo Roma non ha detto e quello che i politici partiti all’attacco fingono di non sapere - è che il finanziamento accordato all’ANDDOS dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR), nulla aveva a che vedere con le attività svolte all’interno del circolo mostrato in tv.

L’Anddos ha presentato un progetto nell’ambito del bando APAD emesso dall’UNAR, un progetto “incentrato su attività fondamentali nella lotta alle discriminazioni come il potenziamento dei Centri di Ascolto e Antiviolenza Anddos, strutture gratuite di ascolto e di aiuto già presenti in cinque sedi in tutta Italia dedicate all’inclusione di tutte le identità sessuali e al contrasto delle discriminazioni multiple”.

I soldi concessi dall’UNAR, in definitiva, non sarebbero serviti a finanziare le attività del circolo, ma un progetto molto importante realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia della Sapienza Università di Roma e dell’associazione Wequal, network di comunicazione nato dalla campagna social OmofobiaStop.

Oggi, nel tentativo di mettere fine alle sterili polemiche sollevate - tutto è nato da pure disinformazione e chi sta cavalcando questa ondata di attacchi e di odio non ha il minimo interesse ad approfondire la questione - l’Anddos ha pubblicato il PDF di questo progetto finalizzato a “realizzare uno standard interdisciplinare di formazione per la prima accoglienza e l’intervento, riconosciuto dagli ordini professionali coinvolti, aumentare la recettività e l’utenza del servizio su scala nazionale e locale, migliorare la capacità di offrire un servizio gratuito alle persone discriminate attraverso le consulenze professionali e grazie all’attivazione di gruppi pilota di auto-mutuo-aiuto regionali”.

Potete consultare il PDF a questo indirizzo, mentre per maggiori informazioni vi rimandiamo al sito ufficiale di Anddos.

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