In libreria "Michelangelo scultore"

Si possono leggere le sculture di Michelangelo come omaggi di desiderio nei confronti della bellezza dei corpi? Secondo noi si.

Per la collana "I Grandi Libri D’Arte" di Federico Motta Editore esce domani in libreria il volume "Michelangelo scultore", con testi di Cristina Acidini Luchinat e fotografie di Aurelio Amendola.

Arricchito da 200 scatti fotografici e da dettagliate schede delle statue e dei gruppi scultorei, il volume è un viaggio intorno all'intera produzione scultorea michelangiolesca, dagli anni di formazione nel Giardino di San Marco di Lorenzo il Magnifico a fine Quattrocento, dedicati allo studio dei modelli antichi, fino al periodo della grande produzione monumentale di metà Cinquecento nella Roma papale.

L'autrice, con l'ambizione di un'indagine che colma un vuoto nel panorama editoriale internazionale, si avvale dei recenti apporti di campagne diagnostiche, puliture, restauri, acquisizioni informatiche e restituzioni digitali: si racconta così in maniera sistematica il Buonarroti scultore, attraverso un ricco apparato di saggi critici. L'attenzione è rivolta anche agli aspetti tecnici dell'arte michelangiolesca, alla cavatura dei marmi, al trattamento delle superfici, alla “linea serpentinata”, al “non finito”.

Lo sguardo della fotografia di Amendola, invece, dà al lettore la possibilità di scoprire un Michelangelo inedito, dettagliato, intimo nella vicinanza dell'obbiettivo fotografico. Portando alla luce la profondità della superficie di capolavori ineguagliati.

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