Evan Rachel Wood parla del coming out e dei pregiudizi sulle persone bisessuali

Evan Rachel Wood ha dichiarato di essere bisessuale ormai qualche anno fa e da quel momento si è fatta portavoce della comunità LGBT, approfittando delle occasioni che le vengono date per discutere apertamente di bisessualità e dello stigma che spesso accompagna i coming out di questo tipo.

Qualche ora fa, partecipando al Gala dell’Human Rights Campaign che si è tenuto in North Carolina, l’attrice dell’acclamato Westworld ha ricevuto l’HRC Visibility Award e dal palco ha speso qualche parola sulla propria bisessualità e sul modo in cui ha vissuto quella presa di coscienza.

Wood ha raccontato di essere cresciuta in North Carolina e di aver sempre sentito il bisogno di nascondere il proprio orientamento sessuale a causa dei discorsi d’odio che la circondavano:

Ho capito che c’era qualcosa che poteva essere considerato “diverso” quando avevo 12 anni, durante il periodo della pubertà e dell’arrivo dei primi sentimenti sessuali. Sentivo qualcosa che non potevo spiegare, era qualcosa che mi chiudeva la gola e mi faceva stringere lo stomaco. Qualcosa che mi faceva seccare la gola e accelerare il battito del cuore. Era qualcosa di così semplice eppure terrificante: pensavo che le donne fossero bellissime.

La giovane attrice ha spiegato di pensare lo stesso degli uomini e di aver preso maggiore consapevolezza quando ha sentito un’attrice pronunciare la parola “bisessuale”. Da quel momento, ha spiegato Wood, si è sentita meno sola al mondo, ma le testimonianze di discriminazione contro le persone LGBT e la sua confusione iniziale l’hanno convinta a tacere a lungo quella verità sulla propria identità sessuale.

Le statistiche sul suicidio, sulle dipendenze, sulle molestie sessuali e le violenze da parte del proprio partner suonavano tutte vere per me. Mi sono scervellata per capire perché le persone bisessuali sono suscettibili a tutte queste cose e ho capito che non c’era una persona migliore di me stessa a cui chiederlo: c’era la vergogna per quello che sentivo e per come mi identificavo […] c’era la disinformazione.

E, ancora:

Alcuni ritengono che gli artisti non debbano farsi portavoce. Ma io ho scelto di usare la mia voce perché sarebbe da egoisti l’aver conquistato una piattaforma e la possibilità di usarla per rappresentare chi non viene rappresentato e non usarla. […] Le persone non cercherebbero così duramente di farvi tacere e screditarvi se la vostra voce non contasse. É grazie alle voci che ho ascoltato, le persone con cui mi sono identificata, i film che ho visto, la musica che ho ascoltato che sono qui oggi.

Di seguito potete ascoltare il discorso integrale di Evan Rachel Wood, pronta a tornare in TV nel 2018 con la seconda stagione di Westworld.

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