Milano, pestaggio omofobo ai danni di due ragazzi gay: caccia agli 8 aggressori

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Sono ancora in libertà, in attesa di essere identificati dalle autorità, gli otto ragazzi che domenica sera, all’uscita della discoteca Borgo del Tempo Perso di Milano, in zona Porto di Mare, hanno aggredito due ragazzi gay che avevano trascorso la serata nel locale.

É accaduto intorno alle 4 del mattino ed è proprio una delle due vittime, Michele, a raccontarlo a Gay.it:

Ad un certo punto si avvicinano 8 ragazzi italiani, stavamo aprendo la macchina e uno di loro ci intima: ‘Ci avete spinto nel locale’. Non ho neanche fatto in tempo a dire ‘Forse ti stai sbagliando, noi non ti conosciamo’ che uno di loro mi ha tirato un pugno in faccia, talmente forte che ho perso i sensi e sono caduto a terra.

Il gruppetto è fuggito subito dopo l’aggressione e i due giovani sono stati soccorsi e trasportati in ospedale, dove si trovano ancora ricoverati con diversi ematomi e contusioni su viso e corpo. Illeso un terzo ragazzo che era insieme a Michele e Marcello al momento dell’aggressione, riuscito a fuggire:

Prima di cominciare a picchiare ci hanno provocato, ci hanno urlato 'froci’. Io sono riuscito a fuggire, mentre i miei amici hanno subito danni seri. Non c'è dubbio, si è trattato di un'aggressione omofoba. L'obiettivo principale era offendere e fare male, non rubarci quello che avevamo addosso. Tanto è vero che alla fine ci hanno portato via solo un telefono e un portafogli.

L’aggressione è stata prontamente denunciata alle autorità locali e anche Arcigay Milano è intervenuta sulla vicenda, offrendo ai due ragazzi tutto il supporto necessario:

Al di là di quanto emergerà dalle indagini, il CIG Arcigay Milano non può non denunciare la gravità dell’accaduto di per se, e a enfatizzare come, in questa dimensione generale di vulnerabilità si aggiunga anche quella su base omofobica che contrassegna le persone LGBT come più facilmente aggredibili e insultabili in quanto deboli o presunte tali. Tutto questo indica che molta strada deve essere ancora fatta per tutelare a 360 gradi tutti/e i cittadini/e della nostra comunità, e che un ulteriore sforzo deve essere fatto da tutte le istituzioni che hanno a cuore ciò.

Le indagini delle autorità proseguono.

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