Il Vaticano ribadisce: “Gli omosessuali non devono entrare in Seminario”

L’omosessualità continua a non essere ben vista dalla Chiesa Cattolica e ogni piccolo passo in avanti fatto nel corso degli anni è stato accompagnato da due grandi passi indietro, Papa dopo Papa. Nonostante il numero dei sacerdoti omosessuali non sia affatto esiguo al giorno d’oggi, la Chiesa sembra aver voluto trarre ispirazione da The Young Pope di Paolo Sorrentino nel documento pubblicato oggi dalla Sede della Congregazione per il Clero, Il dono della vocazione presbiterale.

Nelle 83 pagine - firmate dal cardinale Beniamino Stella, l’arcivescovo Joël Mercier, l’arcivescovo Jorge Carlos Patrón Wong e monsignor Antonio Neri - si ribadisce ancora una volta che nei seminari non c’è posto per gli omosessuali. É scritto nero su bianco in più punti, a cominciare dal capitolo dedicato ai requisiti per entrare in seminario, come già precisato nel 2005 nel documento “Istruzione circa i criteri di discernimento vocazionale riguardo alle persone con tendenze omosessuali in vista della loro ammissione al Seminario e agli ordini sacri”.

C’è un’intera parte dedicata alla questione, intitolata proprio Persone con tendenze omosessuali:

In relazione alle persone con tendenze omosessuali che si accostano ai Seminari, o che scoprono nel corso della formazione tale situazione, in coerenza con il proprio Magistero, «la Chiesa, pur rispettando profondamente le persone in questione, non può ammettere al Seminario e agli Ordini sacri coloro che praticano l’omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay. Le suddette persone si trovano, infatti, in una situazione che ostacola gravemente un corretto relazionarsi con uomini e donne. Non sono affatto da trascurare le conseguenze negative che possono derivare dall’Ordinazione di persone con tendenze omosessuali profondamente radicate».

Di fatto, secondo la Chiesa, gli omosessuali si troverebbero in una situazione che ostacola gravemente un corretto relazionarsi con uomini e donne. E non finisce qui. L’ondata di ignoranza e omofobia prosegue anche nelle righe successive:

«Qualora si trattasse di tendenze omosessuali che fossero solo l’espressione di un problema transitorio, come, ad esempio, quello di un’adolescenza non ancora compiuta, esse devono comunque essere chiaramente superate almeno tre anni prima dell’Ordinazione diaconale». Peraltro, occorre ricordare che, in un rapporto di dialogo sincero e di reciproca fiducia, il seminarista è tenuto a manifestare ai formatori — al Vescovo, al Rettore, al Direttore Spirituale e agli altri educatori — eventuali dubbi o difficoltà in questo ambito. In tale contesto, «se un candidato pratica l’omosessualità o presenta tendenze omosessuali profondamente radicate, il suo direttore spirituale, così come il suo confessore, hanno il dovere di dissuaderlo, in coscienza, dal procedere verso l’Ordinazione». In ogni caso, «sarebbe gravemente disonesto che un candidato occultasse la propria omosessualità per accedere, nonostante tutto, all’Ordinazione. Un atteggiamento così inautentico non corrisponde allo spirito di verità, di lealtà e di disponibilità che deve caratterizzare la personalità di colui che ritiene di essere chiamato a servire Cristo e la sua Chiesa nel ministero sacerdotale».

Questa, ovviamente, è la teoria. La pratica - è la stessa cronaca a rivelarcelo - è ben diversa. Eppure, nel 2016, la Chiesa continua ancora a nascondersi dietro a un dito. Potete consultare il documento nella sua interezza a questo indirizzo.

Pope Francis (C) waves as he arrives for a Holy Mass at the stadium in Tbilisi on October 1, 2016. Pope Francis landed in Georgia on September 30 for a visit billed as a mission of peace to the volatile Caucasus region that will also take him to Azerbaijan just months after he visited neighbouring Armenia. / AFP / VINCENZO PINTO        (Photo credit should read VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!  

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO