Tanzania, sospese tutte le attività di prevenzione dell’HIV

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La Tanzania ha deciso di sospendere tutti i programmi di aiuto finalizzati a bloccare la diffusione dell’HIV nel Paese a causa dell’omosessualità. Lì, infatti, il sesso tra due uomini è illegale e punibile con fino a 30 anni di carcere e la diffusione dell’HIV, secondo il governo locale, sarebbe legato solo e soltanto all’omosessualità.

Già poche settimane fa il ministro della sanità aveva preannunciato l’intenzione di bandire tutte le organizzazioni non governative impegnate nel Paese per contrastare la diffusione dell’HIV e ora quell’ordine è arrivato da parte del vice ministro della Salute Hamisi Kigwangala, che ha spiegato come il governo abbia intenzione di “proteggere i valori tradizionali”.

Riconosciamo ancora i due sessi tradizionali e non c’è niente in mezzo. Ogni sforzo di sostenere il contrario non sarà permesso. La Tanzania non permette ai gruppi di attivisti di portare avanti campagne che promuovono l’omosessualità. Ogni tentativo di commettere reati innaturali è illegale e sarà punto per legge.

Legando con ignoranza la diffusione dell’HIV solo ed esclusivamente all’omosessualità, il governo della Tanzania ha deciso di impedire di fatto di bandire tutte quelle organizzazioni che tanto stavano facendo nel Paese, impedendo così anche le attività di contenimento dell’HIV e l’educazione di tutti i cittadini.

Non solo. In una mossa altrettanto folle, il Paese ha deciso di bandire anche la vendita di lubrificanti, sostenendo che il loro uso incoraggi l’omosessualità.

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