Roma, pestaggio omofobo nella Gay Street. Cirinnà rilancia la legge contro l’omofobia

La violenta aggressione omofoba compiuta venerdì sera nella Gay Street di Roma, davanti al Colosseo, ha giustamente riacceso il sopito dibattito sull’esigenza, ora più che mai, di una legge contro l’omofobia, da più di due anni ferma è in commissione Giustizia al Senato a causa dell'ostruzionismo del Nuovo Centrodestra.

Era stato uno dei testimoni oculari a denunciare tutto su Facebook e la successiva condivisione da parte di OmofobiaStop ha contribuito a dare il giusto e dovuto risalto a quella denuncia:

È necessario che tutti sappiate cos’è successo ieri. Stavo con i miei amici alla Gay Street di Roma quando ad un certo punto c’è stata una gran confusione. Un padre ed una madre di una ragazza avevano scoperto che quest’ultima era lesbica e sono venuti a picchiare molto violentemente la ragazza della figlia. Ho visto tavoli e sedie volare addosso alla ragazza, ho visto pugni e grandi scleri del padre mentre la figlia era in un attacco di panico e continuava ad urlare ed ansimare.
È necessario che tutti sappiate cos’è successo ieri. È necessario perché non voglio più sentir ripetere: “una legge contro l’omofobia non è il problema dell’Italia ad oggi”. Lo è perché ogni cittadino è importante e a quella ragazza ieri hanno rovinato la vita. Quei due esseri – non sono uomini – sono riusciti ad arrivare addirittura alle mani contro una donna perché hanno semplicemente scoperto che sua figlia la amava.
È possibile tutto questo nel 2016? Io sono preoccupato per quella ragazza. Dove andrà ora? Tornerà a casa farsi picchiare dal padre?

I carabinieri sono intervenuti tempestivamente dopo esser stati allertati dai proprietari di uno dei locali che si affacciano sulla via e la ragazza aggredita a calci e pugni è stato portata via in ambulanza. La figlia degli aggressori, invece, è stata colta da un attacco di panico e all’arrivo dei militari non se l’è sentita di denunciare i due genitori - e la zia, parte attiva nell’aggressione - che di fatto si sono allontanati dal luogo dell’aggressione senza alcuna conseguenza, almeno per ora.

Un atto così barbaro e meschino, avvenuto tra l’altro in un luogo in cui la comunità LGBT dovrebbe sentirsi al sicuro, ha posto nuovamente l’accento sull’esigenza di una legge che preveda pene più severe per queste aggressioni a chiaro sfondo omofobo e poche ore fa la senatrice Monica Cirinnà, a cui dobbiam la legge sulle unioni civili, ha riacceso il dibattito:

Quanto è avvenuto a Roma, dove due genitori hanno pestato e mandato in ospedale la figlia e la sua compagna per il fatto di amarsi, è gravissimo. E’ evidente che, nonostante l’approvazione della legge sulle unioni civili abbia portato diritti e riconoscimento per le coppie same-sex, esiste ancora un retaggio e un pregiudizio ignoranti e pericolosamente violenti che vanno combattuti. Il fatto che l’aggressione può essere punita soltanto dietro denuncia della ragazza che, ovviamente, si trova ora nella terribile posizione di aver subito una violenza e di dover denunciare i suoi familiari più prossimi, indica quanto debole sia la normativa che punisce i reati di omofobia. Per questo è necessario che immediatamente il Senato affronti e licenzi il testo che giace in commissione Giustizia. Me ne farò personalmente promotrice presso la relatrice del provvedimento già dalla prossima settimana.

Dovrebbe essere fin troppo evidente quanto sia necessaria una legge contro l’omofobia in Italia, ma Monica Cirinnà è la prima politica che, da mesi a questa parte, si sta muovendo concretamente in questo senso.

Non mancheremo di aggiornarvi non appena ci saranno novità.

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