Scozia, il 63% delle persone LGBT è stato vittima di crimini d'odio

scozia-ue.jpg

Circa due terzi delle persone LGBT residenti in Scozia hanno ammesso di aver sperimentato un crimine d’odio sulla propria pelle e, nella maggior parte dei casi, di aver deciso di lasciar correre la cosa e non denunciare l’accaduto alle autorità.

É quanto emerge da un sondaggio condotto dello Scotland’s Equality Network, secondo il quale la percentuale dei cittadini LGBT vittima di crimini d’odio è del 63% e molti di questi reati risalgono all’ultimo anno. Crimini legati all’omofobia che vanno dalle molestie agli insulti online, passando per gli abusi sul posto di lavoro, gli insulti per strada e le vere e proprie aggressioni fisiche.

Il 29% degli intervistati, infatti, è rivelato di esser stato vittima di aggressioni fisiche proprio a causa del proprio orientamento sessuale. Tra tutti quelli che hanno ammesso di aver subito questo tipo di abusi, più del 70% ha preferito non denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine.

Un dato piuttosto allarmante, ma legato molto probabilmente alla vergogna e alla convinzione che i responsabili se la sarebbero cavata senza conseguenza alcuna.

Hannah Pearson, coordinatore di Equality Network, ha spiegato:

Accogliamo questo rapporto con la convinzione che il crimine d’odio può essere combattuto affrontando i pregiudizi e migliorando la coesione della comunità, inclusa l’educazione a scuola. Tutte le scuole devono essere inclusive e dare il benvenuto alla diversità, incluse le persone LGBTI. Come dice il nostro rapporto, dobbiamo sviluppare la capacità degli insegnati su questo fronte, coinvolgere i più giovani e assicurarci che le infrastrutture scolastiche lo incoraggino.

Equality Network in Scozia ha già tenuto dei corsi a circa 90 agenti di polizia per aiutarli a gestire al meglio i crimini d’odio legati alla comunità LGBTQ.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail