UK, bimbo di 10 anni scrive alla BBC: “Non sono né maschio né femmina”

Leo ha 10 anni e da tempo ha capito di non identificarsi nel genere femminile né in quello maschile, ma di trovarsi a proprio agio nella definizione di genere non binario.

É una situazione tutt’altro che insolita e solo in questi ultimi anni se ne comincia a parlare in modo chiaro e massiccio. Per troppo tempo siamo stati abituati a pensare in un modo o nell’altro, a vedere solo bianco e nero senza considerare le varie sfumature che ci sono nel mezzo. Questo bimbo, a cui BBC Magazine ha dato spazio facendogli raccontare la propria storia con le proprie parole, rappresenta una di queste sfumature:

Non sono un maschio. Pensavo di esserlo visto che non sono del tutto una ragazza. Ci abbiamo provato per un po’, ma non ha funzionato. Poi abbiamo fatto alcune ricerche e abbiamo scoperto il termine “non binario” e funziona. Sono io. […] Non so quanti anni avevo quando ho capito che non mi sentivo a mio agio. L’ho detto per la prima volta alla mia insegnante. Ero frustrato perché non capivo come mai a nessuna ragazza venivano assegnati i ruoli maschili nella recita che stavamo preparando. Non mi sembrava giusto. […] Ne ho parlato con mia madre. Sapevo che sarebbe stata di supporto, ma volevo aspettare di essere sicuro di aver capito cosa ero e di esserne certo. Ero nervoso. Mia madre era d’accordo.

La famiglia, è lo stesso bimbo - nato in un corpo femminile - a raccontarlo, si è dimostrata assolutamente comprensiva e attenta alle sue esigenze, dandogli tutto il supporto necessario per capire e comprendere. Lo stesso è accaduto a scuola, dove insegnati e compagni non hanno dato troppa rilevanza alla cosa:

In alcune famiglie ci ridono sopra, non ti credono. Oppure non sanno come reagire e evitano di reagire. Io sono molto fortunato. É bello avere questi due genitori meravigliosi. A scuola sono tutti fantastici. La mia insegnante lo ha detto alla classe e i miei amici mi hanno detto che sono interessante. Abbiamo 9 e 10 anni e questo non cambia niente. Giochiamo e basta, non parliamo di cose personali. Io e una mia amica stavamo giocando nella sabbia e mi ha detto: “Quindi sei un maschio?”. “No, non sono né maschio né femmina. Sono non binario, sto nel mezzo”.

Ovviamente il bimbo si trova a vivere in un contesto fin troppo binario e le sue esigenze non sempre vengono o possono venir rispettate:

Voglio usare il bagno dei maschi perché per me è più giusto che usare quello delle femmine, ma non mi è permesso. Posso capirlo perché ci sono molti ragazzi più grandi che possono essere preoccupati che ci sia lì qualcuno che non ha quello che hanno loro. Quando sarò più grande sarà più difficile per me dire che non sono una ragazza. Adesso indosso un reggiseno, ma se indosso una maglia sportiva credo di potermela cavare. Il petto è la prima cosa che le persone notano e io le correggo quando mi chiamano ragazzo o dicono “lei”. Dico: “Mi spiace, non sono né ragazzo né ragazza”. Se mi chiedono qualcosa, glielo spiego, ma non è la cosa più interessante di me.

La lettera, che vi invitiamo a leggere integralmente a questo indirizzo, si conclude con un augurio per il futuro, la speranza che le persone che si imbatteranno sul suo cammino eviteranno di comportarsi in modo scortese e volgare anche se faranno fatica a capire:

Non voglio che le persone mi associno con un genere o con un altro, ma so che lo faranno. Non credo che ci siamo modo di evitarlo. Mi sento molto più felice di prima, molto più rilassato e meno timido. Non ho bisogno che le persone capiscano, ho bisogno che non siano maleducate.

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