MotoGP, Carlo Pernat: “Non ci sono gay, qui non si può essere effemminati”

Gay? Tra i piloti delle moto non ci sono. Assolutamente no. È un mondo che respinge i gay, non può esistere un omosessuale. Un gay può andare con moto più dolci, quelle a tre ruote. Ma con le moto veloci no. Qui bisogna essere cattivi, duri, veloci, bisogna avere un cervello di un certo tipo. Non si può essere effeminati.

A parlare è Carlo Pernat, attuale manager del pilota motociclistico Andrea Iannone e in passato legato anche a Valentino Rossi, Loris Capirossi e Marco Simoncelli, che ha deciso di approfittare dello spazio concessogli da Giuseppe Cruciani a La Zanzara su Radio24 per tirar fuori il peggio di sé.

Davanti a tanta ignoranza c’è ben poco da commentare o pretendere le scuse - che ce ne facciamo delle scuse di uno così? Basta sentire anche cosa ha ritenuto opportuno dichiarare a proposito delle donne per farsi un’idea a 360 gradi dell’individuo:

Le donne sono come i cani. Quando parli sembra che ti capiscono, ma non ti capiscono mai. Noi non possiamo vivere senza le donne, ma è difficile. E poi o sono sante o sono troie, si dividono in due categorie. Noi uomini con una ragazza dal 6 in su non ci pensiamo due volte, ci va bene tutto.

In cinque minuti Pernat è riuscito a sollevare un polverone senza precedenti, riuscendo quasi a far impallidire Carlo Tavecchio della FIGC e le sue folli dichiarazioni.

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