Unioni civili, niente pubblico e niente scambio delle fedi a Finale Emilia. Il sindaco si difende

sandro-palazzi.jpg

6 settembre 2016 - Sandro Palazzi, sindaco di Finale Emilia, ha affidato a Facebook una lunga dichiarazione che punta a fare chiarezza sulle disposizioni pubblicate sul sito ufficiale del comune a proposito della celebrazioni delle unioni civili:

E' in atto un incredibile attacco premeditato nei confronti del sottoscritto e della nuova amministrazione voluta dagli elettori, che a stragrande maggioranza hanno voluto un cambio epocale nel Comune di Finale Emilia.
Peraltro, gli aspetti più gravi ed inquietanti di questa operazione, del più becero stile politico, risiedono, in primo luogo, nel fatto che l'attacco provenga da parte di soggetti che, fino ad oggi, Finale Emilia, forse, non sapevano neppure in quale regione fosse ubicata. Ciò in quanto non se ne era mai riscontrato l'interesse fino ad oggi, nonostante la nostra Comunità abbia avuto alcuni anni or sono un qualche motivo per assurgere, proprio malgrado, agli onori della cronaca.
Altro aspetto grave, che va ben oltre la persona del sottoscritto, è la circostanza che per meri scopi di bassa polemica, si sia strumentalizzato un argomento della massima delicatezza, che ha visto anni di dibattito e profonde divisione non già a Finale Emilia, ma nell'intero Paese.
Ciò detto, respingo ai mittenti le infamanti accuse che mi è stato dato leggere, da parte di chi non ha la benché minima conoscenza delle persone di cui parlano, esercitandosi in una gara all'insulto alla quale il sottoscritto - preoccupato unicamente dei gravi problemi del Comune che è stato chiamato ad amministrare - non intende iscriversi.
Le frasi estrapolate e fatte oggetto della strumentale quanto inconsistente polemica - non a caso ritagliate con chirurgica meticolosità - sono tratte da un'informativa tecnica ai cittadini lunga 7 pagine, pubblicata in piena autonomia e senza alcuna valenza politico-ideologica dall'Ufficio Servizi Demografici del Comune.
Invito - non già chi abbia quale unico scopo quello di generare dal nulla tempeste in un bicchier d'acqua - bensì tutti coloro, cittadini e mezzi di informazione animati dal desiderio di accedere alla realtà dei fatti, a leggere questo documento che è un sunto, necessariamente sintetico, di quanto appreso dal personale del Comune in occasione di corso di formazione svoltosi nel mese di maggio e da altre attività di approfondimento tecnico sul tema specifico.
A conferma valga il fatto che il documento, immediatamente dopo il richiamo della normativa così esordisce:
Con l'introduzione dei nuovi istituti previsti dalla legge 76/2016 le coppie hanno ora 3 possibilità per il riconoscimento della propria unione:
MATRIMONIO – UNIONE CIVILE - CONVIVENZA DI FATTO
Segue il lungo testo esplicativo dei due istituti nuovi rispetto al matrimonio, dalla cui lettura qualunque persona di buon senso e non animata da pregiudizio può desumere trattarsi di mere indicazioni di massima delineate, a motivo della mancanza di specifici indirizzi di comportamento, sia nella Legge 76/2016, sia nel decreto attuativo di fine luglio, che nulla dice sulle modalità di celebrazione della unione civile.
Anche i più raffinati nella polemica potranno, poi, trovare soddisfazione nel riscontrare che: CARATTERI MAIUSCOLI e GRASSETTI risultano variamente utilizzati senza alcuna accezione/criterio, favorevole/contrario a questo o quell'istituto e men che mai sulla base di fantasiose ragioni ideologiche.
Dunque. Un semplice vademecum costruito dall'ufficio sulla base di quanto appreso dai consulenti e diverse fonti di approfondimento che hanno fornito la formazione sul tema.
In conclusione.
Nella piena ed assoluta serenità di coscienza come uomo e come amministratore, comunico a tutti gli autorevoli personaggi che hanno pensato bene di dedicarmi le proprie attenzioni, creando ad arte un problema inesistente, che a giudicare l'operato del sottoscritto ora e per i prossimi 5 anni saranno solo ed esclusivamente i cittadini di Finale Emilia. Quegli stessi che, piaccia o meno, dopo 70 anni hanno deciso di voltare pagina.

Prendendo atto delle parole del sindaco, non possiamo però non sottolineare come in realtà il comma 20 della Legge 76/2016 spiega chiaramente che:

20. Al solo fine di assicurare l’effettività' della tutela dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi derivanti dall'unione civile tra persone dello stesso sesso, le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso. La disposizione di cui al periodo precedente non si applica alle norme del codice civile non richiamate espressamente
nella presente legge, nonché' alle disposizioni di cui alla legge 4 maggio 1983, n. 184. Resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozione dalle norme vigenti.

5 settembre 2016 - É montata in poche ore la polemica contro l’amministrazione comunale di Finale Emilia, in provincia di Modena, che, non potendo non celebrare le unioni civili, sembra aver deciso di privare la loro celebrazione di ogni extra riducendole alla mera compilazione di un documento.

Le disposizioni pubblicate online sul sito del comune, guidato dal leghista Sandro Palazzi, parlano chiaro:

MODALITA’ di COSTITUZIONE DELL’UNIONE CIVILE

Per le unioni civili:
- Non è prevista una forma di celebrazione ma SOLO UNA DICHIARAZIONE;
- La dichiarazione NON SI RICEVE in una sala aperta al pubblico e l’ufficiale di stato
civile NON INDOSSA LA FASCIA TRICOLORE;
- NON è PREVISTO LO SCAMBIO DELLE FEDI;
- Alla luce di quanto disposto dal comma 20 della legge 76 del 2016, NON TROVA
APPLICAZIONE l’art 110 del codice civile, e pertanto NON è POSSIBILE la costituzione del rapporto FUORI DELLA CASA COMUNALE

Niente scambio di fedi, niente fascia tricolore indossata dall’ufficiale di Stato né presenza di pubblico in sala al momento della celebrazione. Una serie di limiti, insomma, che vogliono differenziare in modo molto netto le unioni civili dal matrimonio.

Gli avvocati di Gay Lex, davanti a queste disposizioni, hanno già annunciato di essere pronti ad azioni legali e di voler assistere tutti i cittadini che vorranno ribellarsi a questa forma di discriminazione:

A Finale Emilia, nel modenese, la neo amministrazione leghista vieta scambio di fedi e fascia tricolore per chi celebrerà le unioni civili. Una discriminazione inaccettabile e illegale, visto che la legge 76 del 2016 al comma 20 prevede che le unioni civili debbano essere celebrate NELLO STESSO MODO dei matrimoni civili.
Invitiamo le coppie che vorranno unirsi civilmente a Finale Emilia a ribellarsi a questa palese violazione dei diritti, denunciando il Comune.

Il senatore del PD e attivista LGBT Sergio Lo Giudice ha così commentato la disposizione dell’amministrazione di Finale Emilia:

Che peccato che un comune dalle solide tradizioni democratiche come Finale Emilia sia caduto in mano a un manipolo di estremisti di destra. Le disposizioni del sindaco per la costituzione delle unioni civili rappresentano un manifesto di negazione dei diritti civili, un concentrato ridicolo di limiti e divieti in violazione della legge prima che del buonsenso. Se il sindaco si ostinerà ad applicare le sue disposizioni discriminatorie ne risponderà in tribunale.

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 12 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO