Turchia, uccisa e mutilata la transgender Hande Kader: attivisti chiedono giustizia

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La scoperta del corpo senza vita della giovane transgender Hande Kader, trovato mutilato e bruciato nella zona di Zekeriyakoy, alle porte di Istanbul lo scorso 8 agosto, ha provocato rabbia e sdegno nella comunità LGBTQ turca e non solo, al punto da spingere i cittadini a scendere in piazza nella giornata di oggi, domenica 21 agosto, a manifestare contro il trattamento riservato alle persone LGBTQ nel Paese e all’aumento delle violenze nei loro confronti.

Kader, 22 anni appena, era diventata uno dei simboli della comunità LGBTQ della Turchia dopo la sua partecipazione al Pride di Istanbul del 2015, quando la foto in cui aveva tentato di ribellarsi agli agenti di polizia che stavano bloccando la parata aveva fatto il giro del Mondo.

La giovanissima era solita prostituirsi e prima di venir uccisa è stata vista salire a bordo dell’auto di un cliente. Era il 4 agosto, ma il suo corpo fu ritrovato soltanto quattro giorni dopo, l’8 agosto: Hande Kader, secondo l’autopsia, è stata violentata e data alle fiamme. Il DNA non ha ancora confermato l’identità della vittima, ma il fidanzato e gli amici di Kader sono riusciti ad identificare il corpo.

Il barbaro omicidio di Hande Kader è solo l’ultimo di una serie. Pochi giorni prima, sempre a Istanbul, era stato ritrovato il corpo senza vita del giovane Muhammad Wisam Sankari, rifugiato siriano arrivato in Turchia circa un anno fa e trovato decapitato a pochi chilometri dal luogo in cui è stata uccisa Kader.

L’omosessualità non è illegale in Turchia, ma la discriminazione contro le persone LGBTQ è sempre più forte e violenta. Il Comitato per la Settimana del Pride ha rilasciato un comunicato e chiesto giustizia per quanto accaduto a Kader:

Sentiamo una forte rabbia: la nostra amica Hande Kader è stata bruciata e uccisa. Hande era una persona che aveva alzato la voce contro i crimini d’odio e aveva incoraggiato altri a fare lo stesso. […] Sfortunatamente i nostri Pride sono stati banditi negli ultimi anni eppure dobbiamo continuare a farci vedere, ad essere in strada e chiedere di mettere fine ai crimini di odio. Chiediamo giustizia per tutti quelli che hanno perso la vita per essere una donna, un transessuale o un gay.

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