Trieste, il Garante regionale contro il divieto di usare la sala matrimoni per le unioni civili

comune-di-trieste.jpg

Il Garante dei Diritti delle Persone del Friuli Venezia Giulia, Walter Citti, è intervenuto sulla questione delle unioni civili nel comune di Trieste, dopo che il sindaco Roberto Dipiazza di Forza Italia si è rifiutato di mettere a disposizione la sala matrimoni anche per la celebrazione delle unioni civili.

In una nota diffusa ieri, il 17 agosto 2016, il Garante precisa:

La costituzione dell’unione civile tra persone dello stesso sesso deve avere pari dignità sociale rispetto alla celebrazione del matrimonio civile. Il Parere del Garante regionale per le persone a rischio di discriminazione sul rifiuto del Comune di Trieste a mettere a disposizione la ‘sala matrimoni’ per la costituzione delle unioni civili.
Il Garante regionale per le persone a rischio di discriminazione ritiene discriminatorio il rifiuto opposto dal Comune di Trieste di estendere alla costituzione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso gli stessi servizi e ambienti predisposti per la celebrazione dei matrimoni civili, alle medesime condizioni, orari e tariffe previste dalle apposite delibere comunali.

E, ancora:

Nel parere, il Garante ricorda che l’unione civile è la forma giuridica di diritto pubblico nella quale si esprime il diritto fondamentale alla vita familiare delle persone omosessuali, con diritti e doveri tendenzialmente equiparabili a quelli stabiliti dal matrimonio, per cui le persone che si uniscono civilmente si trovano in una situazione comparabile a quella delle persone che si uniscono in matrimonio, e dunque ogni disparità di trattamento riguardo alle modalità di accesso ai servizi comunali resi disponibili per la costituzione dell’unione civile rispetto a quelli previsti per la celebrazione del matrimonio civile costituirebbe una discriminazione vietata dagli artt.8 e 14 della Convenzione europea sui diritti dell’Uomo e le Libertà Fondamentali.

La lettera del Garante, consultabile integralmente a questo indirizzo, è indirizzata al sindaco di Trieste, al Prefetto Annapaola Porzio e a Francesco Spano, direttore dell’Ufficio Nazionale Anti Discriminazione Razziali di Roma.

La replica di Dipiazza non ha tardato ad arrivare. Il sindaco di fatto ribadisce la propria posizione:

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 19 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO