Rio 2016, giornalista adesca atleti gay non dichiarati su Grindr

L’outing è una pratica irrispettosa e scorretta e può avere spesso conseguenze molto gravi, specie quando la persona che non ha fatto ancora coming out - o non ha nessuna intenzione di farlo - si trova a vivere in situazioni particolari in cui rendere noto il proprio orientamento sessuale può costituire un pericolo.

E così, giustamente, la pubblicazione di un pezzo del giornalista Nico Hines sul Daily Beast ha sollevato un polverone che rischia ancora di avere conseguenze gravi: Hines, eterosessuale e sposato, ha creato un profilo su Grindr e, trovandosi al Villaggio Olimpico di Rio 2016, si è messo a raccogliere le offerte di incontro a fini sessuali da parte degli atleti che stanno partecipando ai Giochi Olimpici.

Alcuni degli atleti “caduti nella trappola” tesa dal giornalista non hanno mai fatto coming out e tra di loro ci sono anche atleti in arrivo da Paesi in cui l’omosessualità viene ancora criminalizzata. O anche soltanto di atleti sposati o in una relazione che erano alla ricerca di un incontro fugace nel rispetto della propria privacy.

Il giornalista, almeno in teoria, voleva avviare un’inchiesta sul sesso occasionale nel Villaggio Olimpico, ma quello che ha fatto tra le righe è stato rendere possibile l’identificazione di questi atleti non ancora dichiarati. Un comportamento scorretto dal punto di vista deontologico e soprattuto umano.

Hines non ha fatto nomi, ma ha indicato la nazionalità degli atleti e la loro disciplina sportiva, rendendo di fatto possibile la loro identificazione. La pubblicazione del post ha giustamente sollevato una serie di polemiche che hanno portato in un primo momento alla rimozione parziale del pezzo sul Daily Beast e, in seguito, la sua cancellazione totale.

Oggi, al posto di quell’articolo, compare una nota degli editori:

Oggi il Daily Beast ha fatto un passo necessario e senza precedenti. Abbiamo rimosso un articolo dal nostro sito. […] Il Daily Beast non lo ha fatto con leggerezza. […] La nostra prima reazione è stata quella di rimuovere solo una parte dell’articolo. Ci sbagliavamo e ci scusiamo per questo. E ci scusiamo con tutti gli atleti che possono esser stati danneggiati dalla nostra storia. […] Come newsroom facciamo successo insieme e falliamo insieme e questo è stato un fallimento per l’intero Daily Beast […] L’articolo non intendeva provocare del male o degradare i membri della comunità LGBT, ma l’intento non conta, è l’impatto che conta. La nostra speranza è che rimuovendo l’articolo che è in conflitto con i nostri valori e con ciò a cui ispiriamo come giornalisti dimostrerà come prendiamo seriamente il nostro errore. Abbiamo sbagliato. Faremo di meglio.

Il post è stato rimosso, ma purtroppo sappiamo che da Internet nulla può realmente venir cancellato. La speranza è che davvero la questione per gli atleti coinvolti di chiuda qui e che non ci siano conseguenze di alcun genere. E, soprattutto, la speranza è che si finisca di andare a scavare nella sessualità delle persone per puro gossip, rispettando quanto scelto e dichiarato dai diretti interessati.

TOPSHOT - Netherlands' men's hockey team players take part in a training session at the Olympic Hockey Centre in Rio de Janeiro on August 4, 2016 ahead of the Rio 2016 Olympic Games. / AFP / MANAN VATSYAYANA        (Photo credit should read MANAN VATSYAYANA/AFP/Getty Images)

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