Cascina (PI), la sindaca leghista contro le unioni civili: “Sono pronta all’obiezione di coscienza”

La lista dei sindaci omofobi si è allungata in queste ore dopo le dichiarazioni di Susanna Ceccardi, sindaca leghista del comune di Cascina, 45 mila abitanti in provincia di Pisa, che ha tuonato contro le unioni civili con un lungo post sulla propria pagina di Facebook.

29 anni e in carica da poco meno di due mesi - è uscita vincitrice dal ballottaggio contro il candidato del PD Alessio Antonelli per 101 voti, 50,3% contro il 49,7% - Susanna Ceccardi ha detto senza mezzi termini di non apprezzare particolarmente lo Stato italiano e di voler operare quanto più possibile in autonomia, in barba quindi alle Leggi vigenti:

Non mi piacciono, e non mi sono mai piaciute, le invasioni di campo da parte dello Stato nella vita privata, in questo caso affettiva e sessuale. Di solito sono tentativi di cambiare il costume e le convinzioni personali, con metodologie estremamente illiberale. In questo Paese esiste l'istituto matrimoniale, funzionale a regolare e tutelare innanzitutto i diritti dei bambini, direttamente o indirettamente attraverso l'individuazione del contesto in cui il bambino ha da nascere e crescere.

E, ancora:

Non serve un nuovo istituto giuridico di coppia, siano regolati come diritti dell'individuo. Questo Stato guardone, tutto sommato moralista mentre gioca a fare il libertino LGBT, che pretende di conoscere preventivamente la vita privata delle persone per decidere quali diritti riconoscere loro, è una vergognosa violazione del diritto di natura, secondo quello statalismo collettivista che la sinistra ha sempre supportato e mai abbandonerà.

Sembra una supercazzola, ma in effetti non lo è. La sindaca è seria:

Il registrucolo degli amanti omosessuali è un'invasione di campo che ha ragioni di progettualità ideologica, in vista del mutamento del concetto di famiglia e dell'aberrante adozione al di fuori dal contesto della famiglia naturale, contro cui anche gli omosessuali dovrebbero indignarsi. Alcuni vorrebbero un Sindaco semplicemente esecutore delle volontà dello Stato: ci dispiace per chi concepisce l'amministrazione di un Comune in modo così servile: a noi invece lo Stato piace poco e, laddove legalmente possibile, agiamo e agiremo in autonomia e indipendenza.

Il sindaco è a tutti gli effetti un ufficiale del Governo e un sindaco che non si fa esecutore delle volontà dello Stato non sta quindi svolgendo correttamente il proprio lavoro.

E proprio per questo Gay Center, l’associazione romana che da anni si impegna per difendere i diritti LGBT, ha prontamente recapitato ai carabinieri di Cascina un esposto contro la sindaca Ceccardi, sottolineando ancora una volta come

L’obiezione di coscienza non è prevista dalla legge e le parole di Ceccardi sono una grave violazione dei diritti, oltre che della legislazione statale.

Al di là della propria passione politica e delle proprie credenze, se si accetta di diventare un ufficiale dello Stato e si dichiara pubblicamente di voler agire non nel rispetto della Legge di quello stesso Stato, ma sulla base delle proprie opinioni, forse è il caso di fare un passo indietro e cercare un altro lavoro più in linea col proprio credo.

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