Unioni civili, Roma tarda ad organizzarsi e molte coppie si rivolgono al comune di Fiumicino

Il Comune di Roma, fresco di elezioni, non è tra quelli in prima linea per le unioni civili. Se molti comuni d’Italia hanno iniziato a muoversi ormai settimane fa, facendosi trovare pronti non appena il decreto transitorio è entrato in vigore, a Roma è ancora tutto avvolto dall’assoluto mistero e la nuova sindaca Virginia Raggi continua a non avere i diritti LGBT tra le proprie priorità.

A denunciare la situazione ci ha pensato Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, che si è detto pronto a depositare un esposto alla procura della Repubblica:

Le notizie sono aggiornate al 12 luglio, si rimanda alla pubblicazione del decreto attuativo, al telefono non si riesce a parlare con gli uffici e l'impossibilità di accedere alle informazioni per prenotare la registrazione delle unioni civili si prefigura come una palese inadempienza.

Imma Battaglia, tra i fondatori dell’associazione Di' Gay Project ed ex consigliera comunale, ha fatto sapere che qualcosa si sta già muovendo e che ai cittadini LGBT che vorranno celebrare le unioni civili

verranno messi a disposizione gli stessi spazi che vengono utilizzati per i matrimoni civili: dalla Sala Rossa in Campidoglio alla chiesa sconsacrata alle Terme di Caracalla. Viste le lunghe liste di attesa a cui ora si aggiungono finalmente anche altre coppie si sta lavorando affinché le sale siano disponibili tutte le mattine.

Intanto i più impazienti si stanno già rivolendo ai comuni limitrofi, a partire da Fiumicino, dove il sindaco Esterino Montino già da settimane aveva iniziato l’organizzazione. É stato proprio lui a confermare che diverse coppie LGBT in arrivo da altri comuni hanno già fatto richiesta per potere celebrare un’unione civile a Fiumicino:

Sono dieci le coppie prenotate presso il nostro ufficio Anagrafe, quattro del Comune di Fiumicino, in attesa di unirsi civilmente secondo quanto previsto dalla legge 76 del 20 maggio 2016, ma molte si stanno prenotando in questi giorni. Abbiamo spiagge, sedi storiche, castelli, agriturismi e luoghi pieni di fascino autorizzati sia per la celebrazione dei matrimoni che dell’unione civile. Non solo sedi istituzionali quindi, ma ambienti unici che già attirano anche coppie che arrivano dalla Capitale, ma anche da
altri comuni d’Italia e dall’estero. All’indomani dell’entrata in vigore del decreto attuativo delle unioni civili, sarà bello accogliere tutte le famiglie per dare loro, indistintamente, la possibilità di esercitare un diritto di civiltà, un atto dovuto di riconoscimento pieno della scelta di condurre insieme la propria esistenza. Un primo importante passo sulla strada della giustizia e dell’eguaglianza sociale.

Newly elected mayor of Rome, Virginia Raggi, waves to people from the balcony of Rome's city hall on June 23, 2016, after her official investiture.  / AFP / ANDREAS SOLARO        (Photo credit should read ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

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