Rovigo, il sindaco Massimo Bergamin: “Non celebrerò mai un matrimonio tra due persone dello stesso sesso”

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Le unioni civili sono finalmente realtà e a breve tutti i Comuni d’Italia saranno obbligati per Legge a celebrare unioni tra persone dello stesso sesso, anche se non tutti sembrano averlo capito. E così, per un sindaco come quello di Fiumicino, che sta già raccogliendo le richieste per le unioni civili, ce n’è uno come quello di Rovigo, il leghista Massimo Bergamin, che continua a cercare visibilità dichiarandosi obiettore di coscienza.

Bergamin, uno che nel 2015 si era messo a fare le ronde notturne da solo e pensava di dare pistole ai vigili urbani, ha manifestato la propria omofobia in un’intervista a La Repubblica, da lui poi condivisa su Facebook:

La Famiglia può essere solo una: l'unione tra un Uomo ed una Donna.
E se un bel giorno si presentassero in tre? E se qualcuno viene qua con un cavallo e vuole sposare quello? Mai è poi mai, con la fascia da Sindaco, celebrerò un matrimonio tra due persone dello stesso sesso. Ci sono problemi più importanti da affrontare.
Conseguentemente, per quanto mi riguarda, esistono solo Mamma e Papà. Genitore 1 e genitore 2 non è roba che mi riguarda.

Il leghista non si dimostra soltanto omofobo, ma anche ignorante - nel senso che evidentemente non ha mai avuto tra le mani il testo della legge sulle unioni civili: al di là della propria opinione sulla famiglia, “se un bel giorno si presentassero in tre” non sarebbe possibile celebrare l’unione civile e allo stesso modo “se qualcuno viene qua con un cavallo e vuole sposare quello” non potrebbe farlo perché non previsto dalla Legge. Facile, no?

E, ancora, non ci sarà alcun matrimonio tra persone dello stesso sesso: le unioni civili sono un istituto giuridico diverso dal matrimonio, che ci piaccia o meno. Di fatto, a voler essere pignoli, non potrà celebrare “un matrimonio tra due persone dello stesso sesso” perché non è possibile, in Italia, celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Con l’occasione ricordiamo al sindaco di Rovigo che la Legge non prevede l’obiezione di coscienza e chi si rifiuterà di celebrare le unioni civili, rifiutandosi di fatto di compiere un atto pubblico, potrà essere accusato di omissione di atti di ufficio, reato punibile in Italia con fino a un anno di carcere e una multa fino a 1032 euro.

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