Unioni civili, il decreto transitorio tarda ad arrivare. Arcigay: “Negligenza cinica e irrispettosa”

Il Ministero dell’Interno non ha rispettato la scadenza per l’emanazione del decreto transitorio in vista dei vari decreti attuativi di competenza del ministro della Giustizia attesi entro il 5 dicembre prossimo.

La diretta conseguenza di questo ritardo è che da oggi, contrariamente a quanto previsto dalla legge, non si possono celebrare le prime unioni civili in Italia, principalmente perché i comuni, senza le disposizioni in arrivo dal Governo, non sanno come poter formalizzare queste unioni.

Il ministro Angelino Alfano - e basta aprire un qualsiasi quotidiano per rendersene conto - sembra aver altro per la testa al momento, dall’entrata in vigore della Legge ad oggi sono passati 31 giorni in cui quello che doveva essere fatto non è stato fatto.

Arcigay ha già donato contro questa grave mancanza, parlando di “negligenza cinica e irrispettosa”:

Ieri sono scaduti i termini per l'emanazione del decreto "ponte" per l'applicazione della legge sulle unioni civili: mentre ai municipi risultano giunti i moduli e le istruzioni per la registrazione delle convivenze tra omo o eterosessuali, cioè quanto attiene al secondo titolo della legge, non c'è traccia degli applicativi, seppur provvisori, relativi alla formalizzazione delle unioni civili, che invece riguardano solo le coppie formate da persone dello stesso sesso.

É Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, a spiegare:

Il Ministero degli Interni così mette i primi cittadini in una situazione grave e paradossale: qualora a causa dell'assenza del decreto ponte i sindaci negassero a una coppia la possibilità di celebrare l'unione civile, di fatto starebbero negando un diritto garantito da una legge in vigore. Ma soprattutto l'attesa infierisce su chi da troppo tempo aspetta di formalizzare la propria relazione di coppia, per il desiderio più che legittimo di festeggiare o addirittura perché non ha molto tempo davanti per prolungare l'attesa. Questa negligenza è perciò cinica e irrispettosa e conferma il malcostume dei governi italiani che da sempre in tema di diritti non riescono a rispettare tempi e scadenze, anche nei casi più banali.

E, ancora:

Esortiamo allora il Ministro degli Interni Alfano a produrre tempestivamente quanto dovuto e a non giocare l'ennesima scorretta battaglia politica abusando di un ruolo, quello di ministro appunto, che deve saper corrispondere a tutti i cittadini e le cittadine, non solo a quelli eterosessuali. Preso atto della negligenza del collega, sollecitiamo inoltre il Ministro alla Giustizia Andrea Orlando a velocizzare la stesura e la pubblicazione dei decreti attuativi definitivi, al fine da rendere concreto il riconoscimento di un diritto che oggi è solo sulla carta. Infine, anche i sindaci, che rappresentano il punto di contatto tra le istituzioni e i cittadini, dovrebbero farsi carico di questo problema e chiederne conto al Governo.

Da Angelino Alfano e dal Ministero dell’Interno più in generale, intanto, tutto tace.

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