USA, dopo la strage di Orlando cresce il numero di cittadini LGBT armati

pink-pistols.jpg

La strage di Orlando ha scosso duramente la comunità LGBT statunitense e internazionale e riacceso il mai assopito dibattito negli USA sulla facilità con cui è possibile procurarsi un’arma, dalla semplice pistola a un fucile d’assalto. Il Governo non riesce a fare dei passi avanti su questo aspetto e la diretta conseguenza di questa inattività è che sempre più persone decidono di procurarsi un’arma per dormire sonni più tranquilli, almeno secondo loro.

Questo è accaduto e sta accadendo anche all’interno della comunità LGBT, come confermato i dati diffusi dalle associazioni LGBT che promuovono il diritto ad essere armati. É il caso di Pink Pistols in Utah, che ha visto raddoppiare le iscrizioni: da 1.500 a 4.000 nell'arco di una settimana subito dopo la strage di Orlando. Ad oggi, a circa un mese dalla tragedia, i membri sono saliti a oltre 7 mila.

Doveva succedere qualcosa di così grosso per far capire che questa è una necessità nella nostra comunità, è molto triste. Ma la verità è che veniamo ancora attaccati perché baciamo il nostro partner o perché ci diamo la mano in pubblico.

A parlare è il presidente dell’associazione, Matt Schlentz, portavoce di questa parte della comunità LGBT che sostiene il diritto ad armarsi per legittima difesa:

Ovviamente, da ragazzo gay, dovrei avere una visione molto liberale della società, ma a questo punto sto diventando molto conservativo. La realtà è quella che è, il Mondo è un posto violento, terribile e spaventoso e le persone vogliono farmi del male in base a chi amo.

Pink Pistols, fondata nel 2000 dopo l’omicidio dello studente gay Matthew Shepard in Wyoming, non è l’unica associazione di questo genere. Sempre in Utah è stata fondata anche la Stonewall Shooting Sports, che come la prima ha diverse sedi in tutti gli Stati Uniti.

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 1 voto.  
  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO