Papa Francesco: “La Chiesa si deve scusare con i gay”

A pochi giorni dalla strage di Orlando e dopo le terribili parole del cardinale Reinhard Marx, Papa Francesco è tornato a parlare di omosessualità e lo ha fatto usando delle insolite parole di apertura e rispetto, pur parlando di una “condizione” che sembra avere un’accezione negativa.

Di ritorno dal viaggio in Armenia, sul volo partito da Erevan e diretto in Italia, Papa Francesco ha risposto a una domanda della stampa sulle parole di Marx e ha spiegato:

L'ho detto nel mio primo viaggio e lo ripeto, anzi ripeto il Catechismo della Chiesa cattolica: i gay non vanno discriminati, devono essere rispettati, accompagnati pastoralmente. Si può condannare qualche manifestazione offensiva per gli altri. Ma il problema è che con una persona di quella condizione, che ha buona volontà, che cerca Dio, chi siamo noi per giudicare? Dobbiamo accompagnare bene, è quello che dice il Catechismo. Poi, in alcuni Paesi e tradizioni, ci sono altre mentalità, qualcuno che ha una visione diversa su questo problema.

E, ancora:

Io credo che la Chiesa non solo deve chiedere scusa ai gay, ma deve chiedere perdono anche ai poveri, alle donne stuprate, ai bambini sfruttati nel lavoro, deve chiedere scusa di aver benedetto tante armi. I cristiani devono chiedere perdono per aver accompagnato tante scelte sbagliate.

É vero, si parla comunque di “quella condizione” che suona come “quella malattia”, ma mai prima d’ora un Santo Padre era arrivato a tanto e già questo dovrebbe servire da lezione a tutti quei cattolici fortemente omofobi che prendono dalle labbra del Papa.

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