Mappa dell’Intolleranza LGBT in Italia: Roma e Milano in testa

Vox Diritti ha diffuso per il secondo anno consecutivo i risultati de La Mappa dell’Intolleranza, progetto realizzato insieme alle università di Milano, Bari e Roma finalizzato a mappare i tweet contro donne, omosessuali, disabili, immigrati, ebrei e musulmani al fine di dare una fotografia dell’Italia intollerante verso le minoranze e le diversità.

Iniziamo subito col dire che tra le sei categorie prese in esame da Vox, le persone LGBT sono state quelle meno insultate su Twitter con 67.950 tweet su un totale di 2.600.00 analizzati, ma si tratta comunque di un dato molto allarmante, anche considerando che più del 50% conteneva insulti e commenti negativi (35.207 contro 28.838).

Di questo totale ben 12.140 tweet sono stati geolocalizzati e questo ha permesso di scoprire che tra le città più intolleranti ci sono Roma, Milano, Napoli e Bologna, con il nord in generale più intollerante rispetto al sud Italia. Tra le parole usate per manifestare tutta la propria omofobia, gli utenti hanno usato insulti come “frocio, pervertito, checcha, finocchio, pompinaro, culattone, bocchinaro, passiva, deviato” e molto altro ancora.

I picchi di omofobia su Twitter sono stati raggiunti in due diverse occasioni nel periodo compreso tra agosto 2015 e febbraio 2016: in occasione della lite tra l’allenatore dell’Inter, Mancini, e quello del Napoli, Sarri, con quest’ultimo che ha insultato il primo chiamandolo frocio e finocchio, e durante l’esibizione di Valerio Scanu a Sanremo 2016, quando il cantante è salito sul palco col nastro arcobaleno legato al microfono.

A questi dati si aggiungono i numeri legati all’omofobia nella vita di tutti i giorni: 3 persone LGBT su 4 hanno dichiarato di esser state vittime di discriminazione e pregiudizio almeno una volta nella vita, mentre 1 gay su 4 è stato vittima di violenza. Il momento in cui sono registrate maggiori discriminazioni è stato durante la ricerca di un lavoro (29,5%) seguito da scuola e università (24%) passando per il lavoro (22,1%).

Secondo il 55,9% degli italiani - e questo è un dato piuttosto allarmante - gli omosessuali dovrebbero essere più discreti, mentre il 29,7% sostiene che sarebbe meglio non rendere pubblico il proprio orientamento sessuale. Altrettanto allarmante è il fatto che il 41,4% degli italiani non accetterebbe un insegnante di scuola elementare omosessuale, mentre il 28,1% non vorrebbe un omosessuale come medico e il 24,8% non lo vorrebbe come politico.

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Via | VoxDiritti

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