Nichi Vendola a Repubblica: “Siamo fuggiti in Canada per garantire futuro e diritti a nostro figlio”

Nichi Vendola ha rotto il silenzio dopo la nascita del figlio Tobia e, a Francesco Merlo di Repubblica, ha aperto le porte della sua casa di Montréal, in Canada, dove si trova da qualche settimana insieme al compagno Ed Testa e al nuovo arrivato.

Io e Ed non vogliamo fare i testimonial di una battaglia di civiltà. Vogliamo solo vivere in pace. Ho comprato casa a Terlizzi, a duecento metri dal luogo dove nacque mia madre, conosco tutti e tutti mi vogliono bene. A Roma abbiamo un piccolissimo appartamento in centro. Ma non permetteremo che il corpo di nostro figlio diventi una bandiera dei diritti civili. Meglio tornare a ottomila chilometri dall'Italia in questa casetta piccolina in Canadà che è piena di grazia italiana.

Nel corso dell’incontro l’ex Presidente della Regione Puglia e Presidente nazionale di Sinistra Ecologia Libertà spiega che la famiglia dovrebbe fare rientro in Italia entro la fine del mese di giugno, ma non è chiaro se si tratterà di una vacanza o di un rientro in pianta stabile.

L’intervista ha dato a Vendola anche l’occasione per fornire qualche dettaglio in più sul nuovo arrivato, figlio biologico del compagno Eduardo Testa e di una portatrice che i due chiamano “la nostra Grande Madre”. Il piccolo è nato a Sacramento, in California, con parto naturale, ma i due non sono riusciti ad assistere al parto:

Siamo arrivati un minuto dopo. Avevamo fatto le prove: venti minuti di una strada tutta dritta. Il marito di Thelma, la gestante, ci ha mandato un messaggio: the baby is coming. E, poco prima dei venti minuti: the baby has arrived.

La donatrice, spiega Vendola, è una ragazza di 26 anni, mentre la gestante un’assistente sociale di 29 anni, già madre di tre figli, entrambe cittadine statunitensi.

In questa occasione il leader di SEL ha ampiamente discusso anche di utero in affitto, o surrogazione di maternità per essere più corretti:

Capisco che, a parte la bestialità razzista e omofoba ci sia un pezzo d'Italia per bene che possa sentirsi disorientata. E capisco che si spacchino anche la sinistra e il femminismo. Penso che se vedessero, se giudicassero in concreto e non in astratto, capirebbero tutto subito. Prima di decidere, noi abbiamo frequentato molto le famiglie arcobaleno. Avevo i dubbi della mia generazione. Ma è la realtà che ci ha mostrato la strada. La gestazione per altri è la risposta della scienza al bisogno di famiglia, è una difesa della famiglia, che va protetta dalla violenza contro le donne, dal femminicidio, dalla sordida prepotenza domestica, non dalla scienza. La maternità surrogata è praticata soprattutto dalle coppie eterosessuali ed è probabile che tra una ventina di anni, come prevede Umberto Veronesi, sarà molto diffusa e anche in Italia si riderà di tutte queste resistenze. Qui in Canada, come in gran parte del mondo evoluto, nessuno capirebbe le vignette, i titoli dei giornali, gli editoriali infiammati contro la scienza. Certo, è chiaro che possono esserci abusi, come in tutte le cose, come nel trapianto di organi per esempio. Per questo ci vogliono buone leggi, e molta vigilanza.

Via | Repubblica

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