Mario Adinolfi, candidato a sindaco di Roma: "Disposto a finire in carcere pur di non firmare le unioni gay"

mario adinolfi

Le unioni civili sono diventate ufficialmente realtà e a breve tutti i Comuni di tutta Italia dovranno celebrarle senza fiatare, come disposto dalla nuova Legge. Eppure da giorni si parla di obiezione di coscienza, idiozia dietro alla quale si stanno trincerando omofobi e bigotti.

La Legge, però, non prevede l’obiezione di coscienza e chi si rifiuterà di celebrare le unioni civili, rifiutandosi di fatto di compiere un atto pubblico, potrà essere accusato di omissione di atti di ufficio, reato punibile in Italia con fino a un anno di carcere e una multa fino a 1032 euro.

Mario Adinolfi, promotore del Family Day e ora candidato a sindaco di Roma per la lista Il Popolo della Famiglia, si è detto pronto a finire in carcere pur di non celebrare le unioni civili. Lo ha ribadito nel corso di un’intervista a RomaToday:

In campagna elettorale tutti i candidati si stanno pronunciando sul tema perché sono i sindaci che, materialmente, devono ratificare le unioni nei registri comunali. Non è solo un tema di governo nazionale ma di governo amministrativo. […] Non lo farò e non darò delega a nessuno. Sono pronto all'obiezione di coscienza. Non riconosco la legittimità costituzionale della legge sulle unioni civili quindi non ratificherò alcuna unione omosessuale. La mia coscienza rifiuta l'idea che la famiglia possa essere altro che non l'unione di un uomo e di una donna per la procreazione. Da questo punto di vista mi ritengo un oppositore della normativa.

E, ancora:

Sono pronto a subire le conseguenze civili e penali di questa obiezione di coscienza. Penso alle conquiste dei pacifisti quando durante la leva obbligatoria si rifiutavano di utilizzare le armi. Qualcuno veniva incarcerato. E sono pronto anche a questo. Non mi meraviglierei se accadesse.

Se Mario Adinolfi venisse eletto sindaco di Roma, dice lui, sul territorio romano non verrebbe registrata alcuna unione civile. Il problema, per fortuna, non si pone: le probabilità che Adinolfi si ritrovi alla guida della città di Roma sono prossime allo zero, quindi queste parole finiranno al vento insieme a tutte le altre dichiarazioni omofobe e bigotte lette e sentite in questi ultimi mesi.

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