Unioni civili e mutui per la casa: cosa cambierà?

Supporters of same-sex civil unions stand outside the Italian Parliament in Rome on May 11, 2016.  Italy's parliament gave a green light for the introduction of gay civil unions in the last major Western country not to legally recognise same-sex relationships. Lawmakers in the lower-house Chamber of Deputies voted 369-193 in favour of a vote of confidence in the government which makes final approval of the divisive civil unions bill automatic / AFP / FILIPPO MONTEFORTE        (Photo credit should read FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Le unioni civili sono state introdotte per legge in Italia e a breve entreranno ufficialmente in vigore, cambiando la vita di migliaia di cittadini in tutto il Paese. Questa novità, un passo storico e senza precedenti per il nostro Paese, porta con sé importanti conseguenze sul piano patrimoniale delle parti coinvolte al pari di quanto accade per le coppie eterosessuali che si uniscono in matrimonio.

A fornire un quadro chiaro della situazione ci hanno pensato Mutui.it e Facile.it, che per l’occasione hanno stilato un prospetto per spiegare cosa cambierà per le persone che decideranno di unirsi civilmente. In primo luogo l’unione civile comporterà, salvo ove richiesto diversamente, il regime della comunione dei beni:

Valgono quindi tutte le disposizioni valide per i coniugi tradizionali in materia, di cui al capo VI del titolo VI del primo libro del Codice Civile. Comunione dei beni che, in caso di beni immobili, può essere sciolta, con obbligo di trascrizione dell’atto, come da articolo 2653 primo comma, punto 4, del CC. Naturalmente tutti gli atti relativi agli immobili di proprietà di una coppia unita civilmente vanno trascritti, come da articolo 2659 del CC.

Si ipotizza, quindi, che al momento dell’acquisto di un immobile valgano esattamente le stesse condizioni che valgono per i coniugi tradizionali “per quanto riguarda la possibilità di detrarre gli interessi passivi del mutuo cointestato, in caso di acquisto di un immobile in comproprietà o in regime di comunione dei beni. Ciascuna delle due parti di una unione civile potrà quindi non solo detrarre la propria quota di interessi passivi (il 19% per un massimo di 4000 euro) ma detrarre il 100% in caso abbia fiscalmente a carico il proprio compagno.

In caso di scioglimento di un’unione civile, quindi, si applicherà quanto accade già in caso di divorzio:

Se, quindi, la coppia unita civilmente si separa mentre è in corso il pagamento di un mutuo, la parte obbligata a pagare gli alimenti può decidere di continuare a pagare le rate chiedendone la detrazione dall’assegno versato all’ex-compagno. Può infatti accadere, come succede per le famiglie tradizionali, che in caso di separazione la casa sia assegnata solo ad uno dei due, e che l’altro continui a dover pagare le rate pur non avendo più residenza nell’immobile.

Allo stesso modo, spiegano da Mutui.it, in caso di morte di uno dei due costituenti l’unione civile, si applica il regime della successione ereditaria di cui al libro secondo del Codice Civile:

Il compagno superstite gode dello stesso diritto di successione che spetta al coniuge: dovrebbe quindi ereditare anche l’obbligo ad estinguere al posto del defunto eventuali contratti di mutuo in essere, a meno di non rifiutare l’eredità.

Questo è ciò che accadrà in teoria. In pratica la materia deve essere ancora ben definita, ma se l’idea era quella di rendere le unioni civili il più possibile simili al matrimonio tradizionale, non dovrebbero esserci cambiamenti di rilievo rispetto a quanto avete appena letto.

Non appena la materia sarà definitiva - nel corso dei prossimi mesi - sarà tutto molto più chiaro.

Via | Mutui.it

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 1 voto.  

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO