Usa, Obama scrive alle scuole: "rispettare i transgender: sì ai bagni secondo identità di genere"

WASHINGTON, DC - JULY 21:  U.S. President Barack Obama speaks before signing an executive order on workplace discrimination July 21, 2014 at the White House in Washington, DC. The executive order bars workplace discrimination in the federal government and its contracting agencies on the basis of sexual orientation and gender identity. (Photo by Win McNamee/Getty Images)

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, attraverso una lettera inviata oggi dai dipartimenti di Giustizia e Istruzione ai distretti scolastici, fa capire chiaramente che non sono più ammesse discriminazioni nei confronti degli studenti transgender . A confermarlo è stato il New York Times, che ha anticipato parte del documento. La lettera non ha la valenza normativa, ma contiene un avvertimento preciso: le scuole che non si adegueranno alle indicazioni di Washington rischiano cause legali e la perdita di fondi federali.

Obama prende posizione proprio mentre è in corso una disputa tra autorità del governo centrale e quelle del Nord Carolina. Oggetto del contendere è l'accesso ai bagni nelle scuole per gli studenti transgender. L'amministrazione chiede che, al di là del sesso espresso sul documento di identità, gli istituti si adeguino al sentire di chi li frequenta. Dunque, dovrà essere possibile utilizzare la toilette in maniera rispondente alla propria identità di genere.

La decisione del Nord Carolina di connettere, per legge, l'uso dei bagni al sesso registrato sui certificati di nascita ha fatto molto discutere. A tale riguardo, segnaliamo che Bruce Springsteen ha recentemente annullato per protesa un concerto nello Stato della costa orientale.

Nella lettera anticipata dal Nyt, viene specificato che agli studenti transessuali deve essere garantito un accesso non discriminatorio alle attività scolastiche, anche in circostanze in cui esso possa far sentire gli altri a disagio: "Come riconosciuto in modo consistente dalla giurisprudenza in tema di diritti civili, il desiderio di porre rimedio al disagio altrui non può giustificare politiche che discriminino o svantaggino una particolare classe di studenti".


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