Unioni civili, il sindaco di Padova si dichiara obiettore. Renzi: “Nessuno ha diritto di non applicare la legge”

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A poche ore dall’approvazione delle unioni civili in Parlamento c’è già che annuncia l’intenzione di ribellarsi alla legge e non celebrare le unioni tra persone dello stesso sesso. Tra questi, dopo l’invito di Matteo Salvini, c’è il sindaco di Padova e presidente della Liga Veneta, Massimo Bitonci, che ha ribadito la propria posizione:

Da sindaco mi riserverò il diritto di obiettare e non celebrerò mai matrimoni fra persone dello stesso sesso. Ho il dovere di servire i cittadini e di promuovere la crescita della comunità padovana, ma non mi sento obbligato ad assecondare le scelte di Renzi che, differentemente da me, non è stato eletto.

Nella serata di ieri, però, è arrivata la replica del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che ai microfoni di Radio Capital ha fatto un po’ di chiarezza sulla questione:

Nessuno ha diritto di non applicare la legge, di fronte alla legge si ferma il politico, persino il magistrato. Se a Padova Bitonci - di cui mi ero perso l'uscita, ma non mi cambia la vita - non vorrà celebrarle, lo farà qualcun altro.

E, ancora:

Il Comune ha l'obbligo e la responsabilità giuridica di farlo, Bitonci non potrà rifiutarsi di delegare a qualcun altro. È una battaglia, quella della Lega, finalizzata solo alla strumentalizzazione.

E questo non vale soltanto per Bitonci, ma per tutti i sindaci che, citando la propria fede religiosa o le proprie opinioni personali, decidono di tirarsi indietro di fronte a qualcosa che, da ieri, è finalmente previsto dalla Legge.

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