Unioni civili, Lega Nord e Forza Italia pensano al referendum abrogativo

Le unioni civili sono finalmente realtà anche in Italia e la destra ha già iniziato a pensare a come riportare il nostro Paese al pari di Lettonia, Lituania, Polonia e Slovacchia sul fronte dei diritti civili.

Oggi, mentre la Camera dei Deputati si apprestava al voto finale, Massimiliano Fedriga di Lega Nord, così come hanno fatto altri onorevoli nel corso della seduta odierna, ha confermato l’intenzione della destra italiana di iniziare fin da subito a raccogliere le firme per chiedere un referendum abrogativo, chiamando quindi in causa gli stessi cittadini e chiedendo loro se vogliono abrogare la legge sulle unioni civili appena approvata dal Parlamento.

Questa civiltà di chi chiede diritti civili ve la lascio volentieri, però annuncio che noi andremo avanti, malgrado una maggioranza schiavizzata, malgrado NCD, che vota addirittura contro l'ordine del giorno per tutelare la famiglia, la svendita totale di qualsiasi principio, perché, se me lo aspetto da partiti come SEL, che, pur su posizioni diverse, molto diverse, rispetto per una coerenza, la coerenza di chi svende qualsiasi propria idea per una poltrona, perdonatemi, ma non la posso accettare, prima che da parlamentare, da cittadino, da cittadino elettore, malgrado tutto questo, noi andremo dal popolo, andremo dal popolo a chiedere la volontà, perché malgrado questo Parlamento, falsificato da una legge elettorale che ha fatto entrare in modo non costituzionale una maggioranza parlamentare, e un Presidente del Consiglio non eletto, malgrado questo servilismo dimostrato, noi chiederemo al popolo. E, per questo, nella giornata di domani annunceremo un referendum perché finalmente la parola torni a quei cittadini liberi che non mirano, e chiudo, alla poltrona, ma semplicemente a una società normale per i propri figli.

L’annuncio ufficiale delle iniziative per l'indizione del referendum abrogativo sarà fatto domani durante la conferenza stampa indetta per le 12 presso la Sala stampa della Camera dei deputati. A prendervi parte, tra gli altri, ci saranno Eugenia Roccella, Gaetano Quagliariello e Carlo Giovanardi di Idea, Maurizio Gasparri e Lucio Malan di Forza Italia, Gian Marco Centinaio e Nicola Molteni di Lega Nord, Francesco Bruni e Lucio Tarquinio dei Conservatori e Riformisti, Fabio Rampelli ed Edmondo Cirielli di Fratelli d'Italia, Gian Luigi Gigli e Mario Sberna di Ds-Cd, oltre a Guglielmo Vaccaro di Italia Unica e Maurizio Sacconi, presidente della Commissione Lavoro del Senato.

E intanto c’è anche chi, come il leader di Lega Nord Matteo Salvini, ormai onnipresente mentre stringe in mano il suo nuovo libro, ha invitato i sindaci di Lega Nord a disobbedire alla Legge e rifiutarsi di celebrare le unioni civili tra persone dello stesso sesso.

Supporters of same-sex civil unions stand outside the Italian Parliament in Rome on May 11, 2016.  Italy's parliament gave a green light for the introduction of gay civil unions in the last major Western country not to legally recognise same-sex relationships. Lawmakers in the lower-house Chamber of Deputies voted 369-193 in favour of a vote of confidence in the government which makes final approval of the divisive civil unions bill automatic / AFP / FILIPPO MONTEFORTE        (Photo credit should read FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

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