Unioni civili, il testo diventa Legge: e adesso cosa succede?

14 maggio 2016 - La senatrice Monica Cirinnà, con un post su Facebook, ha fatto un primo punto della situazione sulle unioni civili, spiegando cosa succederà nei prossimi giorni:

Con queste poche righe vi voglio ringraziare per le tante parole di stima e affetto, e rispondere al quesito più ricorrente in queste ore.
Quali saranno ora i passaggi successivi e i tempi ?
Dopo l'approvazione definitiva da parte della Camera, la legge deve essere firmata dal Presidente del consiglio, poiché è una legge di iniziativa parlamentare e poi firmata anche dal Presidente della Repubblica. Dopo tale firma verrà promulgata e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e sarà a tutti gli effetti legge dello Stato.
I commi da 1 a 34, relativi alle unioni civili tra persone dello stesso sesso, entreranno in vigore il giorno stesso della pubblicazione. Tuttavia, per poter celebrare le prime unioni, sarà necessario attendere l'adozione da parte del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, (su proposta del Ministro dell'Interno) di un decreto - previsto dal comma 34 - che darà ai sindaci e agli ufficiali dello stato civile tutte le indicazioni e le istruzioni per la celebrazione.
Il decreto deve essere emanato entro trenta giorni dalla entrata in vigore della legge. Potrebbe esserci un minimo di scarto tecnico, dovuto all'attesa dei pareri necessari a consentire l'entrata in vigore del decreto, e dunque non è possibile dare certezze sui tempi, ma il Governo e il Partito democratico sono già al lavoro, con i funzionari e i tecnici, per fare in modo che i sogni di tante e tanti possano diventare realtà al più presto, già entro l'estate o subito dopo.
Ho letto anche io tra le tante dichiarazioni di contrarietà a questa legge, quelle di alcuni sindaci che non vorranno celebrare unioni civili. A chiarimento vi dico che i sindaci giurano sulla Costituzione e sono tenuti ad applicare tutte le leggi, se così non fosse si potrebbe ipotizzare sia il reato di omissione di atti d'ufficio, che il commissariamento ad acta.
Ma sono certa che, pur col diniego di alcuni sindaci, le unioni civili saranno celebrate in ogni comune poiché i sindaci posso delegare la funzione di ufficiale di stato civile ad altri soggetti, normalmente assessori o consiglieri comunali.
Vi terrò informati di ogni passo che faremo nelle prossime settimane, vi abbraccio e spero che siate felici per questo primo grande passo, continueremo insieme fino al traguardo della piena uguaglianza.

11 maggio 2016 - Il voto di oggi alla Camera dei Deputati, dopo l’approvazione del febbraio scorso in Senato, ha trasformato in Legge la proposta di legge 3634 sulle unioni civili, quella rinominata “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”, ma questo non significa che già da domani le coppie tra persone dello stesso sesso potranno celebrare la propria unione. I tempi, in ogni caso, non sono molto lunghi.

Entro i prossimi 30 giorni, grazie al decreto attuativo che sarà firmato a brevissimo del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, entreranno subito in vigore delle norme transitorie che faciliteranno il passaggio tra la situazione antecedente alla Legge e quella attuale. Questo in attesa che, entro i prossimi sei mesi, vengano scritti i vari decreti attuativi che andranno a chiarire tutta una serie di punti ancora oscuri.

Si dovrà chiarire, ad esempio, come dovranno comportarsi gli ufficiali dell’anagrafe a proposito delle iscrizioni delle unioni civili, delle trascrizioni e delle annotazioni, così come le disposizioni da dare ai sindaci, che dovranno sapere dove e come celebrare queste unioni, se indossare o meno la fascia tricolore, quale spazio adibire alle unioni civili e via dicendo.

Allo stesso modo i decreti attuativi dovranno chiarire come procedere con la trascrizione delle unioni tra persone dello stesso sesso celebrate all’estero e come comportarsi con la scelta dei cognomi delle parti coinvolte, che potranno unirli o invertirli. Insomma, la Legge c’è, ma ora bisogna trovare il modo di rendere possibile e fattibile la sua applicazione in ogni sua parte.

Secondo quanto previsto dalla legge italiana, da questo momento ci sono sei mesi di tempo per scrivere i vari decreti attuativi, poi spetterà alla Camere il compito di valutarli entro due mesi. Scaduto questo termine, diciamo 8 mesi in totale, la Legge sarà a tutti gli effetti operativa.

Nei prossimi giorni, comunque, il quadro generale sarà più chiaro e si potranno fare delle previsioni ben più realistiche.

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