L’Italia approva le Unioni Civili: giornata storica per i diritti LGBT

Le unioni civili in Italia sono finalmente realtà. Oggi, 11 maggio 2016, è stata scritta una pagina storica dei diritti LGBT in Italia, una pagina attesa per oltre 30 anni. La Camera dei Deputati ha approvato definitivamente la proposta di legge per il riconoscimento delle unioni civili nel nostro Paese, il DDL Cirinnà approvato in Senato il 25 febbraio scorso.

É stato un percorso lungo e travagliato, discusso e criticato, ma francamente non si poteva più attendere e finalmente questo clamoroso ritardo è stato colmato: la legge è tutt’altro che perfetta, le sue modalità di approvazione non sono state sempre corrette, per alcuni si tratta di un contentino, per altri di grande passo, per altri ancora di un affronto alla democrazia. Forse tutto ciò corrisponde a realtà, ma non possiamo che gioire di questo primo e storico passo verso la civiltà.

Non appena il Presidente del Consiglio approverà il primo decreto attuativo, migliaia di coppie composte da persone dello stesso sesso potranno vedersi riconosciute davanti allo Stato e vedersi riconoscere gli stessi diritti e doveri che le coppie eterosessuali non hanno mai visto messi in dubbio e per i quali non hanno mai dovuto davvero lottare.

Questa legge non cambierà in modo radicale la società, non sarà una vittoria per la democrazia né sarà una vittoria per il Parlamento italiano. Questa legge è una vittoria per tutti quei cittadini LGBT che hanno dovuto lottare per anni, per tutti quei cittadini LGBT che si sono visti impedire di assistere in ospedale i partner di una vita, per tutti quei cittadini LGBT che, dopo la morte del partner di una vita, si sono ritrovati in mezzo a una strada, per tutti quei cittadini che dopo una vita spessa in coppia si sono ritrovati con un triste “celibe” o “nubile” sui documenti di identità, per tutti quei cittadini LGBT che non hanno potuto assistere un partner in carcere.

Può sembrare un traguardo di poco conto per chi non si è trovato a vivere queste esperienze sulla propria pelle ed è vero che ci sono ancora moltissimi punti che devono essere chiariti e approfonditi e regolamentati, a cominciare dalle famiglie arcobaleno che da troppi anni chiedono diritti e riconoscimenti, ma un passo così importante da parte dello Stato, che di fatto smette di considerare i cittadini LGBT come cittadini di serie B, non va soltanto a vantaggio di quelle coppie e famiglie che da anni attendono di vedersi riconosciute, ma anche dei più giovani che temono ancora di fare coming out, proprio perchè “diversi” dai coetanei eterosessuali davanti agli occhi della Legge, o di pensare di costruirsi una famiglia.

È vero, non abbiamo una legge contro l’omofobia, ma è innegabile che il superamento delle disuguaglianze tra cittadini eterosessuali ed omosessuali sul fronte dei diritti civili costituirà una grossa spinta a smettere di nascondersi. Quando ti senti riconosciuto dallo Stato, hai un briciolo di coraggio in più nel dire a tutti che non sei poi così diverso dagli altri.

Non sei più un cittadino di serie B e non hai più nessun motivo per nasconderti. Quando lo Stato non ti tratta in modo diverso soltanto perchè il tuo orientamento sessuale non è quello più diffuso, non hai nessun motivo per sentirti diverso dagli altri, non hai più nessuno motivo di nasconderti o per fuggire altrove. E questo, anche davanti all’omofobia dilagante, ti fa sentire più forte. E questo è fondamentale in un Paese civile.

Sì, è vero, c’è ancora molto da fare e ci vorrà del tempo, ma oggi, 11 maggio 2016, non possiamo che gioire per questo primo e storico cambiamento.

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