Torino, condomini perseguitano una coppia gay e la costringono ad andarsene

Sembra assurdo che in Italia possa succedere qualcosa di simile, eppure la denuncia in arrivo da Torino parla chiaro: una coppia di ragazzi omosessuali è stata tormentata per mesi dai condomini del palazzo in cui risiedeva, al civico 14 di via Paravia, nel quartiere torinese di San Donato, al punto da essere costretta a trasferirsi altrove.

I fatti risalgono al biennio 2013-2014. L’intero condominio si sarebbe accanito per mesi contro i due ragazzi, colpevoli a loro dire di “tenersi per mano” e di “baciarsi in pubblico”. Un vero e proprio tormento fatto di minacce e insulti omofobi, ma anche di scritte offensive fatte in ascensore o nei pressi dell’appartamento della coppia.

La vicenda è finita in tribunale e per uno dei condomini è stata chiesta ieri una condanna a 8 mesi di carcere per stalking. Ed è stata proprio quella richiesta di condanna a dare risalto a questa assurda vicenda, sulla quale in queste ore è intervenuto anche il sindaco di Torino, Piero Fassino:

L'omofobia non ha diritto di cittadinanza. La vicenda dei due ragazzi costretti ad andarsene dal condominio nel quale avevano trovato casa, ci riempie di sdegno e di tristezza. Torino non si riconosce nella violenza meschina con cui si è data voce alla più retriva forma di discriminazione: quella basata sull'orientamento sessuale. Lo ribadiremo stasera in occasione dell'inaugurazione del 31esimo Torino gay & lesbian film Festival, al quale sarò presente, anche in segno di solidarietà alle due persone vittime di questa pagina triste.

Sulla stessa linea anche Ilda Curti, responsabile delle politiche comunali alle Pari opportunità:

Questo episodio di omofobia dimostra che anche in una città come Torino – che ha fatto della libertà e della lotta alle discriminazioni un tratto distintivo della sua identità civile – i pregiudizi e la prevaricazione possono svilupparsi. Non bisogna, mai, abbassare la guardia. Voglio ribadire anche alle vittime di questo episodio – al di là dell’esito giudiziario – la solidarietà attiva e convinta dell’Istituzione che rappresento.

Anche Arcigay Torino è intervenuto sulla questione, confermando di aver già fornito ai due ragazzi tutto il supporto necessario. Marco Giusta, presidente di Arcigay Torino, ha precisato:

Avevamo ricevuto la segnalazione allo sportello accoglienza della nostra associazione e insieme a Polis Aperta avevamo esaminato il caso e consigliato di sporgere denuncia, accompagnando i due ragazzi attraverso questo difficile iter.

E, ancora:

All'omofobia va contrapposta la bellezza. Non vogliamo aggredire i condomini, che si sono resi complici degli atti discriminatori, perché in questo momento una reazione violenta, seppur meritata, non farebbe altro che lasciare ognuno nelle proprie convinzioni. La nostra intenzione è quella di far capire a chiunque abbia agito con un comportamento omofobo il dolore che ha causato ingiustamente. Per questo motivo, martedì 17 maggio in occasione della Giornata Mondiale per la lotta all'Omofobia pianteremo dei fiori nella zona vicina al condominio di via Paravia 14, del quartiere San Donato; l'idea, nata dall'artista Paul Harfleet che nel 2005 ha iniziato a piantare fiori nei luoghi di Manchester dove lui e i suoi amici subivano attacchi omofobi, prende il nome di Guerrilla Garden e ci sembra l'azione più indicata che tutte e tutti noi possiamo fare al momento. Oltre a ciò. Il nostro compito sarà quello di dare informazioni e materiale relativo a cos'è l'omofobia e quali sono i comportamenti omofobi, fornendo stimoli e suggerimenti su come affrontare comportamenti di questa natura. La responsabilità della cura dei fiori piantati sarà dei condomini, che dovranno mantenerli in vita e prendersene cura così come fossero una vita umana.

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