Unioni Civili, il cardinal Bagnasco torna alla carica: “La stepchild adoption non torni dalla porta di servizio”

Le unioni civili in Italia sono in dirittura d’arrivo e il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, è tornato alla carica per ribadire la posizione della Chiesa Cattolica - che di fatto non può far altro che mandar giù il rospo - e augurarsi che la stepchild adoption non venga riproposta nel nostro Paese, come invece quasi certamente accadrà nei prossimi mesi, una volta che il DDL Cirinnà diventerà legge.

Il cardinale si è concentrato sull’argomento a margine della conferenza stampa delle Conferenze Episcopali Europee di ieri a Roma. Parlando delle unioni civili, Bagnasco ha sottolineato:

I diritti individuali sono già ampiamente assicurati e mettere sullo stesso piano il matrimonio con altre unioni è indebolire la famiglia. L'unico punto di differenza è l'assenza di fedeltà. Mi chiedo se questo possa essere una discriminante.

Bagnasco, nel ribadire che “la famiglia è quella fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna”, ha anche affrontato brevemente la questione della stepchild adoption:

Le adozioni sono state stralciate e noi tutti speriamo che non rientrino in altro modo, perché sarebbe un'ipocrisia.

Ora, dopo queste dichiarazioni, ci auguriamo soltanto che il Governo si muova per approvare la stepchild adoption, come promesso a più riprese, e far finire nel dimenticatoio tutta questa omofobia che poco si sposa con una società civile come vorrebbe essere quella italiana.

Italian cardinal Angelo Bagnasco smiles as young people perform during an audience with Catholic schools at St Peter's square on May 10, 2014 at the Vatican.  AFP PHOTO / ANDREAS SOLARO        (Photo credit should read ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images)

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