Coppia gay vince la lunga battaglia legale contro la madre surrogata in Thailandia

Si è conclusa in modo positivo, dopo 15 lunghi mesi, la battaglia legale di una coppia di genitori omosessuali residenti negli Stati Uniti contro la madre surrogata che in Thailandia, nel gennaio dello scorso anno, ha dato alla luce la loro secondo figlia, la piccola Carmen.

Il calvario per Gordon Lake e Manuel Santos, entrambi 41enni, era iniziata subito dopo la nascita della bimba. I due, già genitori del piccolo Alvaro, nato due anni fa in India attraverso la surrogazione di maternità, si erano affidati all’agenzia internazionale New Life ed avevano seguito correttamente tutte le procedure, ma subito dopo la nascita della piccola la madre surrogata, Patidta Kusolsang, si è rifiutata di firmare i documenti che permettevano alla coppia di lasciare il Paese con la piccola Carmen.

Il motivo di questo rifiuto era solo e soltanto la loro omosessualità. La donna, infatti, non voleva tenere per sé quella bimba, ma voleva che fosse affidata a una coppia eterosessuale. La legge è stata parzialmente dalla parte della coppia, al punto che la bimba, nel corso di questa battaglia legale, è rimasta insieme a Gordon Lake in una località segreta in Thailandia.

L’agenzia ha sempre sostenuto di aver informato fin da subito la madre surrogata - l’ovulo arrivava da una donatrice anonima - dell’omosessualità della coppia e ad oggi non è ben chiaro il perchè di quell’improvviso cambio di pensiero. Quello che conta, però, è che alla fine i due coniugi hanno vinto la battaglia.

Un giudice di Bangkok, ieri, ha garantito loro la custodia legale della piccola e i due possono finalmente rientrare negli Stati Uniti lasciandosi alle spalle questo incubo durato 15 mesi.

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Via | Bangkok Post

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