Famiglie LGBT, nuovo studio conferma: “Nessuna differenza con le coppie eterosessuali”

Uno studio appena pubblicato sul Journal of Developmental and Behavioral Pediatrics ribadisce quello che molti altri studi negli ultimi anni hanno già provato: non ci sono differenze nelle salute mentale ed emotiva dei bambini cresciuti da coppie omosessuali rispetto a quelli cresciuti da coppie eterosessuali.

A dirlo, stavolta, è stata un’equipe composta da scienziati del William Institute alla University of California Los Angeles School of Law, quelli del Dipartimento di Epidemiologia della Columbia University e del Research Institute of Child Development and Education dell’Università di Amsterdam.

Gli scienziati, a partire da uno studio del biennio 2011-2012, hanno utilizzato una serie di parametri - relazione tra i partner, salute generale del bambino, difficoltà emotive, stress dei genitori, apprendimento dei comportamenti - relativi a 95 famiglie omogenitoriali composte da due donne e 95 famiglie composte da coniugi eterosessuali, tutte con figli di età compresa tra i 6 e i 17 anni di età.

La conclusione è semplice: i figli di due donne e quelli di una coppia eterosessuale non hanno mostrato alcuna differenza, nonostante le coppie composte da due madri abbiano mostrato maggiore stress nei genitori che potrà essere approfondito in futuri studi.

Il motivo di questo maggiore stress, che non influisce comunque sullo sviluppo dei bambini, sarebbe da ricercare nel fatto che le mamme lesbiche, come confermato da altri studi, hanno delle preoccupazioni aggiuntive dal momento che i loro figli devono crescere in una società omofoba e per questo sentono una maggiore pressione nel giustificare la qualità del loro operatore genitoriale rispetto a una madre eterosessuale.

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