Stepchild adoption, sentenza storica: il Tribunale di Roma concede l’adozione a due padri omosessuali

Ancora una volta il Tribunale per i minorenni di Roma si è espresso a favore di una coppia omosessuale. Ecco la storica sentenza.

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Il Tribunale per i minorenni di Roma continua a scrivere la storia mentre la politica fa fatica a stare al passo coi tempi. Dopo le sentenze di cui vi abbiamo già dato conto nelle ultime settimane, stavolta a vedersi riconosciuta l’adozione di un bambino, nato attraverso la maternità surrogata in Canada, è stata una coppia di padri omosessuali.

La storica sentenza è stata emessa dalla giudice Melita Cavallo, presidente del tribunale per i minori di Roma fino al 31 dicembre dello scorso anno, che ha ritenuto opportuno riconoscere quel bimbo di 6 anni come figlio di entrambi i genitori, in virtù di quell’articolo 44 della legge 184 che disciplina le adozioni speciali.

La giudice non ha fatto altro che legalizzare una situazione che esisteva ormai da tempo, dalla nascita del bimbo. La sentenza è di fatto definitiva e inappellabile, visto che i termini sono scaduti e nessun pubblico ministero ha ritenuto opportuno appellarsi.

Per l’Italia si tratta di un primato senza precedenti: se è vero che altri casi di stepchild adoption erano stati riconosciuti nel nostro Paese - molti dei quali dallo stesso tribunale per i minorenni di Roma - è altrettanto vero che si era sempre trattato di due donne. Stavolta, invece, a vedersi riconosciuto qualcosa che tanti politici omofobi e bigotti continuano a temere, è stata una coppia di uomini che adesso, anche davanti alla legge, hanno visto riconosciuta la propria famiglia.

Il commento di Arcigay non si è fatto attendere, affidato come sempre al segretario nazionale Gabriele Piazzoni:

Questo ennesimo pronunciamento suona come un rimprovero al Parlamento. Uno dopo l'altro i tribunali, ragionando nel superiore interesse dei bambini e delle bambine, stanno estendendo la genitorialità all'interno delle coppie di gay e lesbiche con figli, regolarizzando situazioni che altrimenti sarebbero lesive per i minori coinvolti. Ed è proprio il supremo interesse del minore che il nostro Parlamento non è riuscito a mettere al centro quando al Senato è giunto il dd sulle unioni civili. Adesso che l'adozione coparentale è stata stralciata dalla legge e alla luce del susseguirsi delle sentenze a favore, è indispensabile individuare un percorso legislativo rapido e autonomo per risolvere questo nodo.

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