Panasonic riconosce le unioni LGBT per tutti i dipendenti

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Tra le aziende che, superando quanto previsto dalle leggi dei Paesi in cui operano, hanno deciso di riconoscere le unioni LGBT dei propri dipendenti c’è anche Panasonic, la grande azienda tech giapponese che può vantare sedi in tutti i continenti.

La nuova politica di riconoscimento delle unioni civili, che secondo le stime riguarderà circa il 7% dei dipendenti dell’azienda, è stata accolta in modo assolutamente disomogeneo a seconda dei Paesi in cui Panasonic opera.

L’azienda non ha voluto entrare nei dettagli, ma ha precisato che Stati Uniti ed Europa hanno accolto questo cambiamento con grande soddisfazione. Questo significa, per esclusione, che forti critiche sono arrivate dai Paesi dell’Africa e del Medio Oriente, dove sono presenti uffici di Panasonic, o anche dallo stesso Giappone, dove si trova il quartier generale.

Al di là delle critiche, però, Panasonic andrà per la propria strada e farà partire questi cambiamenti dal 1° aprile prossimo, a cominciare dal Giappone e dagli altri Paesi dell’Asia, dove fare coming out rischia di avere serie conseguenze per la vita privata di una persona, fosse anche solo perchè la famiglia si rifiuta di accertarlo. E un riconoscimento del genere da parte di una grande aziende fondata proprio in Giappone, quindi, potrebbe avere un forte impatto positivo sulla società.

Via | LGBTQnation

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