Vittorio Sgarbi ci ripensa su Nichi Vendola: “Mi sono occupato di questioni che non mi riguardano”

Dopo almeno un paio di post offensivi e omofobi, diventati virali su Facebook e condivisi da ignoranti che hanno visto in quelle frasi ridicole e offensive una sorta di bandiera per dire no alle unioni civili e alla maternità surrogata, Vittorio Sgarbi ha fatto dietrofront con un lungo post in cui, senza troppi giri di parole, ammette di aver parlare di cose che non lo riguardano.

Il critico era esploso dopo la notizia della paternità di Nichi Vendola, inserendosi in modo completamente assurdo nel già acceso dibattito sull'argomento, cavalcando la questione con battute infelici che hanno avuto un risalto spropositato.

Ho molto riflettuto sulle mie intemperanti e violente riflessioni sulla vicenda di Nichi Vendola e del suo compagno. Non mi condivido.
Non so se ho sbagliato, ma certamente mi sono occupato di questioni che non mi riguardano. Da questo punto di vista ho certamente sbagliato.
Intendo dire che continuo a essere convinto che la paternità e la maternità non siano un diritto, e che ricercarle con gli strumenti che oggi la scienza consente sia una forma di egoismo. Ma, ed è qui il punto, non c'è nulla di male nell'essere egoisti: è la natura dell'uomo. Per questo non parlerei di diritti e, sopratutto, non investirei di questioni che riguardano sentimenti, affetti, rapporti tra le persone, lo Stato e la legge.

E, ancora:

Credo che sia lecito, e perfino giusto fare quello che hanno potuto fare, non in Italia, Vendola e il suo compagno. Ma è assurdo, e forse inutile chiedere, che esso sia un diritto.
Ho fatto male a occuparmi di questioni loro. Ma loro non le hanno tenute private. E hanno quindi liberato anche gli istinti negativi di tanti che si sono attribuiti il diritto di giudicare. Tra i quali anch'io. Non dobbiamo giudicare. Spetta ai giudici quando si tratta di materia penale e controversa.
Ma vorrei tornare ai diritti. Se ritengo che essere padre o madre non sia un diritto, ritengo che un figlio abbia diritto ad avere una famiglia, e che occorra partire di lì per garantire a lui di avere quello che hanno i figli amati, non essendogli toccato di esserlo.
Allora della mia polemica salvo questo aspetto: che una coppia, come Vendola e il suo compagno sono, si preoccupi di aiutare un bambino che ha bisogno di loro, cercandolo, adottandolo, proteggendolo, rinunciando, loro adulti, al loro bisogno di avere un bambino fatto a loro immagine somiglianza. Cioè, fatto apposta, non esistente e abbandonato. Questo, detto in modo più civile, è il mio pensiero. E mi dispiace la violenza in cui l'ho espresso nella prima versione.
Adesso che sono padri, proteggano il loro figlio. Ma pensino a quanti figli senza padri e madri avrebbero avuto bisogno della loro protezione. Non affidiamo i sentimenti alla legge.

#unionicivili#vendolaNON AFFIDIAMO I SENTIMENTI ALLA LEGGEHo molto riflettuto sulle mie intemperanti e violente...

Posted by Vittorio Sgarbi on Sunday, March 6, 2016

vittorio-sgarbi.jpg

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 335 voti.  

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

1 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE DONNA DI BLOGO