Unioni civili, la Camera dei Deputati approva con 372 sì

Tutte le ultime notizie sul percorso alla Camera della proposta di legge sulle unioni civili.

19.44 - Con 372 voti favorevoli e 51 contrari, la Camera dei Deputati ha approvato il testo sulle Unioni Civili, che ora è finalmente diventato legge.

19.42 - Gli interventi sono terminati. L'onorevole Micaela Campana del PD, relatrice del testo alla Camera, ringrazia tutti e si può finalmente dare il via al voto finale.

19.18 - Gli interventi per dichiarazioni di voto sono conclusi. Ora tocca agli interventi a titolo personale, circa una decina in totale per circa due minuti a testa.

19.10 - Ancora nessuna novità. Le inutili dichiarazioni di voto proseguono senza sosta. Ormai i giochi sono fatti, inutile proseguire e temporeggiare.

18.10 - Le dichiarazioni di voto finali sulle unioni civili sono cominciate. Intorno alle 19, salvo ritardi, dovrebbe cominciare il voto vero e proprio.

17.10 - La votazione degli ordini del giorno si è quasi conclusa e il voto finale sulle unioni civili sta per iniziare. L'approvazione della fiducia ha di fatto già confermato la vittoria delle Unioni Civili, i numeri ci sono e non è possibile, a questo punto, fare un passo indietro. Monica Cirinnà, infatti, ha già iniziato a festeggiare:

16.03 - Si riparte per la parte finale di questo percorso. Dopo l’ordine del giorno si procederà con le dichiarazioni di voto finali e il voto finale.

15.44 - Con 369 a favore e 192 voti contrari, la Camera ha approvato la fiducia. La seduta viene sospesa. Si riprenderà alle 16 con le dichiarazioni di voto e il voto finale.

15.44 - La seconda chiama si è conclusa. Ora tocca ai ritardatari.

15.30 - La prima chiama è conclusa. Si riparte subito con la seconda chiama.

14.10 - La votazione ha inizio. La chiama ha inizio dal deputato Rampi.

14.00 - Le operazioni di voto inizieranno a breve. L'attesa è davvero quasi finita.

13.10 - Matteo Renzi ha già iniziato a festeggiare:

13.05 - Arrivano, come ci si aspettava, le prime minacce di interpellare direttamente i cittadini italiani con un referendum abrogativo non appena la legge sarà approvata.

12.54 - Le dichiarazioni di voto proseguono una dopo l'altra.

12.39 - L’onorevole Eugenia Roccella del gruppo Misto (USEI-IDEA) si dice ovviamente contraria, criticando aspramente il percorso di questa proposta di legge e dicendosi convinta che il Paese non sia d'accordo.

12.37 - Pia Elda Locatelli del gruppo Misto si dichiara a favore della fiducia.

12.35 - La seduta è iniziata e le dichiarazioni di voto sono già partite.

11 maggio 2016 - Ci siamo quasi. A partire dal primo pomeriggio di oggi il Parlamento italiano sarà pronto a fare la storia LGBT del nostro Paese, dando il via alle votazioni per far diventare effettiva la proposta di legge sulle unioni civili.

15.05 - Al rientro dalla conferenza dei capigruppo, il Vicepresidente della Camera dei deputati Roberto Giachetti ha comunicato che il voto si terrà a parie dalle 14.10 di domani, mercoledì 11 maggio 2016. Le dichiarazioni di voto inizieranno alle 14.30.

14.20 - La seduta è sospesa. Riprenderà al termine della riunione della conferenza dei Presidenti di Gruppo.

14.13 - Polemiche in aula per la fiducia messa dal Governo Renzi. Alfonso Bonafede del Movimento 5 Stelle protesta e si infervora, ma la fiducia è comunque stata messa.

14.10

- Il Governo Renzi ha ufficialmente messo la fiducia sul testo in discussione alla Camera, lo stesso approvato al Senato. Il Vicepresidente della Camera dei deputati, dopo aver preso atto delle parole di rito pronunciate in Aula dal ministro Boschi ha sospeso la seduta odierna per convocare la conferenza dei Capigruppo.

10 maggio 2016 - Si ricomincia anche oggi. La seduta dedicata alla discussione sulle unioni civili è ripresa alle 12 di oggi.

16.45 - C’è molto risentimento oggi in Aula alla Camera, le principali critiche riguardando ancora l’approvazione del DDL Cirinnà in Senato e le sue modalità, così come la discussione in Commissione Giustizia della Camera che ha visto respingere gli oltre 800 emendamenti al testo e la decisione del premier Renzi di mettere la fiducia e blindare così il testo, cosa che dovrebbe ripetersi anche in questa occasione.

16.35 - Tocca a Celeste Costantino di Sinistra Italiana - Sinistra Ecologia Libertà.

16.23 - É la volta di Paola Binetti di Area Popolare (NCD-UDC), che parte inevitabilmente all’attacco:

Ci troviamo a discutere di una legge che non ha vissuto un vero iter democratico. É l’iter stesso della legge che suggerisce di mettere in evidenza questo vulnus.
16.10

- Ora tocca all’onorevole del Donatella Agostinelli del Movimento 5 Stelle, che pur dimostrandosi favorevole alle Unioni Civili è iper critica nei confronti del disegno di legge e delle sue modalità di approvazione.

16.00 - Si parte con l’onorevole Alfredo Bazoli del Partito Democratico:

Oggi ci accingiamo davvero a colmare una lacuna nel nostro ordinamento, una lacuna che rende il nostro Paese non confrontabile con quelli con democrazie più avanzate.
15.56

- Dopo un discorso del genere, ogni commento sembra superfluo. Eppure, c’è da giurarci, ci aspettano delle risposte omofobe e bigotte da parte degli altri deputati.

15.54 - “Alziamo quell’asticella che misura la democrazia e il grado di civiltà di questo Paese. Noi siamo legislatori, non possiamo farci ingannare dai pregiudizi”.

15.40 - Una toccante premessa che invita tutti gli omosessuali a smettere di nascondersi, che elenca i tanti tentativi fatti in Italia nel corso degli ultimi 30 anni per i diritti LGBT e ricorda i milioni di omosessuali morti mentre attendevano di veder qualcosa muoversi nel loro Paese.

La buona politica non dimentica le ragioni del cuore. […] Per molti dei nostri cittadini l’attesa è stata davvero infinita, ma l’attesa ora è finita e con essa anche le discriminazioni.
15.39

- Si parte subito con la relatrice Micaela Campana, che illustra il disegno di legge.

15.37 - La discussione è aperta.

15.35 - Roberto Giachetti, vice presidente della Camera dei Deputati, dà l’avvio alla seduta odierna. 95 deputati sono in missione e non saranno presenti in Aula.

9 maggio 2016 - Il grande giorno è arrivato. Oggi, come confermato nei giorni scorsi, la proposta di legge sulle unioni civili sbarcherà in Aula alla Camera per l’inizio della discussione che, nel giro di pochi giorni, dovrebbe vederla approvata e trasformata in legge.

La discussione inizierà nel primo pomeriggio di oggi e noi saremo qui per seguire in diretta i passaggi salienti di questi ultimi e salienti passaggi.

Intanto ieri sera il premier Matteo Renzi, ospite di Che Tempo Che Fa su RaiTre, ha confermato che il Governo metterà la fiducia e che il testo diventerà legge entro la settimana:

La prossima settimana avremo la legge sui diritti civili. Metteremo la fiducia e il 12 maggio la legge sarà votata.

Unioni civili, il 9 maggio inizierà la discussione alla Camera

5 maggio 2016

- Ormai è ufficiale. La commissione Giustizia della Camera ha approvato il testo sulle unioni civili e ha dato mandato alla relatrice Micaela Campana del Pd di riferire in Aula a partire dal pomeriggio di lunedì 9 maggio.

Il voto - al quale non hanno partecipato Fi, Ap, Lega e Ds-Cd - ha quindi confermato il testo già approvato al Senato, che approderà così alla Camera per poi essere approvato, salvo colpi di scena, nel giro di pochi giorni.

Lo ha confermato il premier Matteo Renzi - “Per la legge Cirinnà sulle Unioni civili è questione di giorni, è un fatto molto positivo. Questa storia è durata fin troppo” - e lo ha ribadito Maurizio Lupi, Capogruppo di Area Popolare alla Camera dei deputati:

Dopo il sì alla mozione sull'utero in affitto rispettiamo il patto nella maggioranza, pacta sunt servanda, che prevede una legge per riconoscere i diritti delle persone omosessuali, una legge che però prevede una distinzione netta e chiara con la famiglia e un chiaro pronunciamento che le coppie omosessuali non possono adottare né direttamente, né indirettamente, con la stepchild adoption, perciò credo che la settimana prossima avremo una legge che a questo punto è indispensabile.

L’attesa, insomma, è quasi finita. Noi, da lunedì pomeriggio, saremo qui per seguire in diretta questi ultimi passaggi.

Unioni Civili alla Camera il 9 maggio 2016

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27 aprile 2016 - Ci siamo quasi. Il ddl sulle unioni civili è stato finalmente calendarizzato: il 9 maggio prossimo approderà nell'aula della Camera per la sua approvazione definitiva, che dovrebbe arrivare nell’arco di pochi giorni, complice anche il premier Matteo Renzi che, come accaduto in Senato, potrà mettere la fiducia.

Salvo colpi di scena che a questo punto sembrano piuttosto improbabili, l’Italia sta per fare la storia dei diritti LGBT del Paese.

Unioni civili, respinti tutti gli emendamenti

20 aprile 2016

- Le stime fatte nelle ultime settimane si sono rivelate realistiche e le unioni civili in Italia sono sempre più vicine. Ieri sera la relatrice alla Camera Micaela Campana ha annunciato che la discussione in Commissione Giustizia si è conclusa e che il testo è pronto ad approdare in Aula senza alcun emendamento.

Tutti gli emendamenti presentati, infatti, sono stati respinti nel corso di queste ultime giornate di discussione e il testo del ddl sulle unioni civili sbarcherà in Aula alla Camera così come è stato approvato in Senato.

A questo punto manca davvero poco. Secondo le ultime previsioni il testo potrebbe approdare in Aula nella prima settimana di maggio e l’approvazione, con la fiducia posta dal Governo, dovrebbe essere pressoché immediata. Di fatto potremo avere il ddl trasformato in legge già entro la fine del mese di maggio.

Unioni civili alla Camera, Micaela Campana: “Il cuore della legge è salvo”

15 aprile 2016

- Prosegue positivamente il percorso delle Unioni Civili verso l’approvazione alla Camera. A confermarlo è l’onorevole Micaela Campana, relatrice della proposta di legge alla Camera, che ha aggiornato gli italiani sugli ultimi passi in Commissione Giustizia:

Il cuore della legge è salvo. Oggi abbiamo difeso il comma 20 da tutte le proposte di modifica e soppressione presentate da chi non vuole che le persone abbiano tutte eguali diritti. Il comma 20 consente il continuo e costante adeguamento dell’ordinamento giuridico all’istituto dell’unione civile. Si tratta di una norma di chiusura della normativa che attraverso l’istituto dell’analogia equipara i partner ai coniugi, mantenendo però delle chiare distinzioni per quanto riguarda la filiazione. Si tratta di una norma destinata alla pubblica amministrazione ed ha una chiara funzione antidiscriminatoria. Dove il legislatore non ha previsto espressamente, ci pensa l’art 20 con una norma di rimando a colmare le lacune e ad adattarsi alle disposizioni future. Andiamo avanti perchè i diritti delle persone vengono prima di ogni tentativo ostruzionistico e non abbiamo paura di chi a fronte della determinatezza del PD brandisce minaccia il referendum. L’Italia è cambiata e di fronte al riconoscimento dei diritti non si tira indietro.

E, ancora:

Dietro al riconoscimento delle unioni civili c’è una scelta di fondo: dare dignità alla vita delle persone come singole e come coppie. E la dignità non conosce mezze misure, o è totale o non c’è. Per il PD è irrinunciabile questa legge perchè vogliamo respingere in maniera chiara chi si ostina a voler porre stigmi sulle persone omosessuali. Con questa legge, lo Stato apre finalmente le porte alle persone omosessuali e alle loro famiglie dicendo che esse sono uguali alle altre e hanno stessi diritti e doveri. Loro sono pienamente parte di questa comunità.

Unioni Civili, Matteo Renzi: “Entro il mese di aprile potremo firmare la legge”

13 aprile 2016, ore 19.10

- Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, nel corso del secondo appuntamento con #Matteorisponde, l’occasione per interagire direttamente coi cittadini a rispondere alle loro domande, ha parlato anche di Unioni Civili e ha dato una stima decisamente molto positiva rispetto alla loro approvazione:

Oggi in commissione credo sia stato votato l'articolo 2: se la settimana prossima si fa qualche notturna o al massimo quella successiva penso che entro il mese di aprile potremo firmare la legge sulle unioni civili. Sarà un gran giorno, di festa. Potremo firmare una legge che in tanti altri Paesi c'è e da noi non ancora prevista.

La proposta di legge sulle Unioni Civili, il ddl Cirinnà approvato in Senato, ha soltanto l’articolo 1 e 69 commi, ma al di là della precisazione non possiamo sottolineare come la previsione di Renzi sia fin troppo generosa. Ma non possiamo che sperare che la comunità LGBT italiana possa davvero festeggiare entro la fine di aprile.

Unioni civili alla Camera, respinti 430 emendamenti: l'esame in Commissione Giustizia prosegue

13 aprile 2016

- Si riduce ancora il numero degli emendamenti al testo sulle unioni civili e il traguardo sembra sempre più vicino. La Commissione Giustizia della Camera ha già analizzato circa la metà degli 889 emendamenti - ieri si è arrivati al 430esimo - e tutti sono stati respinti.

L’esame prosegue anche oggi con il comma 19 e il comma 20 del testo approvato in Senato:

19. All'unione civile tra persone dello stesso sesso si applicano le disposizioni di cui al titolo XIII del libro primo del codice civile, nonché gli articoli 116, primo comma, 146, 2647, 2653, primo comma, numero 4), e 2659 del codice civile.
20. Al solo fine di assicurare l'effettività della tutela dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi derivanti dall'unione civile tra persone dello stesso sesso, le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso. La disposizione di cui al periodo precedente non si applica alle norme del codice civile non richiamate espressamente nella presente legge, nonché alle disposizioni di cui alla legge 4 maggio 1983, n. 184. Resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozione dalle norme vigenti.

Unioni civili alla Camera, Monica Cirinnà: “A Maggio in Aula a Montecitorio”

10 aprile 2016

- La senatrice Monica Cirinnà, prima firmataria del ddl sulle unioni civili approvato in Senato, ha fatto il punto della situazione sulla proposta di legge che sta proseguendo il proprio percorso alla Camera, riassumendo brevemente quanto accaduto in queste ultime settimane:

Dai primi di marzo il provvedimento, approvato dal Senato con voto di fiducia, si trova in commissione giustizia della Camera. Il regolamento della Camera prevede obbligatoriamente che i testi di legge permangano all'esame della commissione per almeno due mesi.
Dopo la relazione introduttiva della relatrice, le opposizioni hanno chiesto alcune audizioni. La presidente della commissione ha assunto tutte quelle già effettuate al Senato e ne ha concesse solo due nuove per gruppo. La fase delle nuove audizioni è già terminata.
Il 31 marzo è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti, sono circa 900 soprattutto della Lega, del M5s e FI, ai quali sia la relatrice che il governo hanno dato parere contrario.
La commissione è adesso nella fase della votazione degli emendamenti. Il partito democratico non ha presentato emendamenti, poiché vogliamo che il testo non venga modificato e quindi non torni in terza lettura al Senato.

La senatrice ha poi proseguito con una piccola previsione della parte di percorso che resta da compiere:

Entro i primi dieci giorni di maggio il testo sarà in aula a Montecitorio dove, come auspicato da tutti, verrà votato senza modifiche.
Spero che entro il mese di maggio la legge venga firmata dal premier Renzi e poi inviata per la promulgazione al Presidente della Repubblica. Sarà poi la volta dei decreti attuativi da parte del Governo.

La relatrice del testo alla Camera, lo ricordiamo, è l’onorevole Micaela Campana del Partito Democratico.

Quale sono i tempi per la legge sulle #unionicivili? Come già indicato più volte facciamo il punto della...

Posted by Monica Cirinnà on Sunday, April 10, 2016

Unioni civili alla Camera, ridotto a 670 il numero degli emendamenti

19.00

- Prosegue il voto degli emendamenti al testo delle unioni civili in Commissione Giustizia della Camera e il numero totale delle proposte di modifica al testo si sta lentamente riducendo. Ieri ne erano stati boccati 65, mentre oggi ne sono stati fatti fuori altri 150, lasciando il numero totale di quelli da votare a 670.

I lavori, insomma, procedono a rilento, ma comunque procedono e la tabella di marcia non sembra troppo a rischio di slittamento.

7 aprile 2016 - É iniziato ieri in Commissione Giustizia della Camera il processo di votazione degli emendamenti alla proposta di legge Unioni Civili e questa prima giornata sembra confermare quanto dichiarato a più riprese dal Partito Democratico, intenzione a far approvare il testo così come è passato al Senato.

La relatrice del testo, Micaela Campana del PD, e il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri hanno dato parere negativo a tutti gli 889 emendamenti presentati, 500 dei quali in arrivo dalla Lega Nord.

Se i lavori proseguiranno senza intoppi, il testo potrebbe sbarcare in Aula già il 5 maggio, per un’approvazione che dovrebbe così arrivare nell’arco di poche ore.

Unioni civili alla Camera, Monica Cirinnà: “Testo blindato, pronti alla fiducia”

2 aprile 2016

- I quasi 900 emendamenti al disegno di legge sulle unioni civili presentati nei giorni scorsi non dovrebbero costituire un ostacolo al percorso già avviato. Ne è certa la senatrice Monica Cirinnà, relatrice del testo approvato in Senato e ora prossimo alla discussione alla Camera.

Rispondendo a chi, davanti alla notizia di così tanti emendamenti da discutere, temeva uno stravolgimento del testo e un ritorno dello stesso al Senato, la senatrice ha rassicurato:

Nulla di tutto questo può accadere. Come sapete il Pd ha deciso di blindare il testo e quindi il testo che è uscito dal Senato verrà approvato integralmente alla Camera senza modifiche. Ci sono molti emendamenti ostruzionistici, della Lega e di altri gruppi, ma avendo già messo la fiducia in Senato probabilmente la rimetteremo anche alla Camera.

E, ancora:

É troppo importante tirar fuori l'Italia dall'arretratezza rispetto al resto del mondo. Questo provvedimento è urgentissimo. E' incostituzionale non farlo.

Unioni civili alla Camera: presentati 940 emendamenti al testo

31 marzo 2016

- Il percorso alla Camera del testo sulle Unioni Civili si preannuncia molto travagliato. É l’ANSA oggi ad annunciare che sono stati presentati in Commissione Giustizia della Camera ben 940 emendamenti al testo approvato dal Senato.

Il Partito Democratico, in linea con quanto dichiarato in queste ultime settimane, non ha presentato alcun emendamento, ma la Lega Nord si sarebbe sbizzarrita proponendo 550 diverse modifiche da apportare al testo.

L’inizio dell’illustrazione degli emendamenti, lo ha confermato la relatrice del testo alla Camera Micaela Campana, è previsto per mercoledì 6 aprile 2016.

Unioni civili alla Camera: il ddl sarà calendarizzato ad aprile

12 marzo 2016

- Si avvicina la calendarizzazione delle Unioni Civili alla Camera. Il DDL 3634 è sempre più vicino a diventare legge. Martedì prossimo, il 15 marzo, si concluderanno le audizioni in Commissione Giustizia e l’esame dovrebbe cominciare già mercoledì 16 marzo, anche se si attende la Conferenza dei Capigruppo, in programma in settimana, per decidere l’effettiva calendarizzazione del DDL alla Camera.

Gay.it, citando fonti parlamentari, sottolinea che il DDL potrebbe essere calendarizzato per le prime due settimane di aprile.

Al via domani l'esame in Commissione Giustizia

2 marzo 2016 - Dopo il sì del Senato, le Unioni Civili si apprestano a sbarcare alla Camera. Il disegno di legge 2081 è diventato la proposta di legge C. 3634, trasmessa dal Senato alla Camera il 25 febbraio 2016 e al momento assegnata alla II Commissione Giustizia, che l’ha già calendarizzata per il pomeriggio di domani, giovedì 3 marzo.

In attesa di saperne di più, vi riproponiamo di seguito il testo integrale approvato in Senato e trasmesso nei giorni scorsi alla Camera:

    PROPOSTA DI LEGGE
    APPROVATA DAL SENATO DELLA REPUBBLICA

    il 25 febbraio 2016 (v. stampato Senato n. 2081)
    d'iniziativa dei senatori
    CIRINNÀ, LUMIA, CASSON, CAPACCHIONE, CUCCA, FILIPPIN, GINETTI, LO GIUDICE, TONINI, FEDELI, ALBANO, AMATI, BATTISTA, BERTUZZI, BIANCO, BORIOLI, BROGLIA, BUEMI, CALEO, CANTINI, CARDINALI, D'ADDA, DE BIASI, DIRINDIN, STEFANO ESPOSITO, FABBRI, ELENA FERRARA, FILIPPI, FORNARO, GATTI, GIACOBBE, GOTOR, GRANAIOLA, GUERRA, GUERRIERI PALEOTTI, ICHINO, IDEM, LAI, LO MORO, LUCHERINI, MANASSERO, MANCONI, MARCUCCI, MARTINI, MATTESINI, MATURANI, MIGLIAVACCA, MINEO, MIRABELLI, MORGONI, MUCCHETTI, ORELLANA, PEGORER, PEZZOPANE, PIGNEDOLI, PUGLISI, PUPPATO, RICCHIUTI, GIANLUCA ROSSI, SILVESTRO, SOLLO, SONEGO, SPILABOTTE, TOCCI, TOMASELLI, VACCARI, VALDINOSI, VALENTINI, VERDUCCI, ZANONI, ANGIONI, BENCINI
    Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze
    Trasmessa dal Presidente del Senato della Repubblica il 25 febbraio 2016

    PROPOSTA DI LEGGE
    Art. 1.

    1. La presente legge istituisce l'unione civile tra persone dello stesso sesso quale specifica formazione sociale ai sensi degli articoli 2 e 3 della Costituzione e reca la disciplina delle convivenze di fatto.
    2. Due persone maggiorenni dello stesso sesso costituiscono un'unione civile mediante dichiarazione di fronte all'ufficiale di stato civile ed alla presenza di due testimoni.
    3. L'ufficiale di stato civile provvede alla registrazione degli atti di unione civile tra persone dello stesso sesso nell'archivio dello stato civile.
    4. Sono cause impeditive per la costituzione dell'unione civile tra persone dello stesso sesso:

    a) la sussistenza, per una delle parti, di un vincolo matrimoniale o di un'unione civile tra persone dello stesso sesso;

    b) l'interdizione di una delle parti per infermità di mente; se l'istanza d'interdizione è soltanto promossa, il pubblico ministero può chiedere che si sospenda la costituzione dell'unione civile; in tal caso il procedimento non può aver luogo finché la sentenza che ha pronunziato sull'istanza non sia passata in giudicato;

    c) la sussistenza tra le parti dei rapporti di cui all'articolo 87, primo comma, del codice civile; non possono altresì contrarre unione civile tra persone dello stesso sesso lo zio e il nipote e la zia e la nipote; si applicano le disposizioni di cui al medesimo articolo 87;

    d) la condanna definitiva di un contraente per omicidio consumato o tentato nei confronti di chi sia coniugato o unito civilmente con l'altra parte; se è stato disposto soltanto rinvio a giudizio ovvero sentenza di condanna di primo o secondo

    grado ovvero una misura cautelare la costituzione dell'unione civile tra persone dello stesso sesso è sospesa sino a quando non è pronunziata sentenza di proscioglimento.
    5. La sussistenza di una delle cause impeditive di cui al comma 4 comporta la nullità dell'unione civile tra persone dello stesso sesso. All'unione civile tra persone dello stesso sesso si applicano gli articoli 65 e 68, nonché le disposizioni di cui agli articoli 119, 120, 123, 125, 126, 127, 128, 129 e 129-bis del codice civile.
    6. L'unione civile costituita in violazione di una delle cause impeditive di cui al comma 4, ovvero in violazione dell'articolo 68 del codice civile, può essere impugnata da ciascuna delle parti dell'unione civile, dagli ascendenti prossimi, dal pubblico ministero e da tutti coloro che abbiano per impugnarla un interesse legittimo e attuale. L'unione civile costituita da una parte durante l'assenza dell'altra non può essere impugnata finché dura l'assenza.
    7. L'unione civile può essere impugnata dalla parte il cui consenso è stato estorto con violenza o determinato da timore di eccezionale gravità determinato da cause esterne alla parte stessa. Può essere altresì impugnata dalla parte il cui consenso è stato dato per effetto di errore sull'identità della persona o di errore essenziale su qualità personali dell'altra parte. L'azione non può essere proposta se vi è stata coabitazione per un anno dopo che è cessata la violenza o le cause che hanno determinato il timore ovvero sia stato scoperto l'errore. L'errore sulle qualità personali è essenziale qualora, tenute presenti le condizioni dell'altra parte, si accerti che la stessa non avrebbe prestato il suo consenso se le avesse esattamente conosciute e purché l'errore riguardi:

    a) l'esistenza di una malattia fisica o psichica, tale da impedire lo svolgimento della vita comune;

    b) le circostanze di cui all'articolo 122, terzo comma, numeri 2), 3) e 4), del codice civile.

    8. La parte può in qualunque tempo impugnare il matrimonio o l'unione civile dell'altra parte. Se si oppone la nullità della prima unione civile, tale questione deve essere preventivamente giudicata.
    9. L'unione civile tra persone dello stesso sesso è certificata dal relativo documento attestante la costituzione dell'unione, che deve contenere i dati anagrafici delle parti, l'indicazione del loro regime patrimoniale e della loro residenza, oltre ai dati anagrafici e alla residenza dei testimoni.
    10. Mediante dichiarazione all'ufficiale di stato civile le parti possono stabilire di assumere, per la durata dell'unione civile tra persone dello stesso sesso, un cognome comune scegliendolo tra i loro cognomi. La parte può anteporre o posporre al cognome comune il proprio cognome, se diverso, facendone dichiarazione all'ufficiale di stato civile.
    11. Con la costituzione dell'unione civile tra persone dello stesso sesso le parti acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri; dall'unione civile deriva l'obbligo reciproco all'assistenza morale e materiale e alla coabitazione. Entrambe le parti sono tenute, ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni.
    12. Le parti concordano tra loro l'indirizzo della vita familiare e fissano la residenza comune; a ciascuna delle parti spetta il potere di attuare l'indirizzo concordato.
    13. Il regime patrimoniale dell'unione civile tra persone dello stesso sesso, in mancanza di diversa convenzione patrimoniale, è costituito dalla comunione dei beni. In materia di forma, modifica, simulazione e capacità per la stipula delle convenzioni patrimoniali si applicano gli articoli 162, 163, 164 e 166 del codice civile. Le parti non possono derogare né ai diritti né ai doveri previsti dalla legge per effetto dell'unione civile. Si applicano le disposizioni di cui alle sezioni II, III, IV, V e VI del capo VI del titolo VI del libro primo del codice civile.

    14. Quando la condotta della parte dell'unione civile è causa di grave pregiudizio all'integrità fisica o morale ovvero alla libertà dell'altra parte, il giudice, su istanza di parte, può adottare con decreto uno o più dei provvedimenti di cui all'articolo 342-ter del codice civile.
    15. Nella scelta dell'amministratore di sostegno il giudice tutelare preferisce, ove possibile, la parte dell'unione civile tra persone dello stesso sesso. L'interdizione o l'inabilitazione possono essere promosse anche dalla parte dell'unione civile, la quale può presentare istanza di revoca quando ne cessa la causa.
    16. La violenza è causa di annullamento del contratto anche quando il male minacciato riguarda la persona o i beni dell'altra parte dell'unione civile costituita dal contraente o da un discendente o ascendente di lui.
    17. In caso di morte del prestatore di lavoro, le indennità indicate dagli articoli 2118 e 2120 del codice civile devono corrispondersi anche alla parte dell'unione civile.
    18. La prescrizione rimane sospesa tra le parti dell'unione civile.
    19. All'unione civile tra persone dello stesso sesso si applicano le disposizioni di cui al titolo XIII del libro primo del codice civile, nonché gli articoli 116, primo comma, 146, 2647, 2653, primo comma, numero 4), e 2659 del codice civile.
    20. Al solo fine di assicurare l'effettività della tutela dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi derivanti dall'unione civile tra persone dello stesso sesso, le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso. La disposizione di cui al periodo precedente non si applica alle norme del codice civile non richiamate espressamente nella presente legge, nonché alle disposizioni di cui alla legge 4 maggio 1983, n. 184. Resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozione dalle norme vigenti.
    21. Alle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso si applicano le disposizioni previste dal capo III e dal capo X del titolo I, dal titolo II e dal capo II e dal capo V-bis del titolo IV del libro secondo del codice civile.
    22. La morte o la dichiarazione di morte presunta di una delle parti dell'unione civile ne determina lo scioglimento.
    23. L'unione civile si scioglie altresì nei casi previsti dall'articolo 3, numero 1) e numero 2), lettere a), c), d) ed e), della legge 1 dicembre 1970, n. 898.
    24. L'unione civile si scioglie, inoltre, quando le parti hanno manifestato anche disgiuntamente la volontà di scioglimento dinanzi all'ufficiale dello stato civile. In tale caso la domanda di scioglimento dell'unione civile è proposta decorsi tre mesi dalla data della manifestazione di volontà di scioglimento dell'unione.
    25. Si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 4, 5, primo comma e dal quinto all'undicesimo comma, 8, 9, 9-bis, 10, 12-bis, 12-ter, 12-quater, 12-quinquies e 12-sexies della legge 1 dicembre 1970, n. 898, nonché le disposizioni di cui al titolo II del libro quarto del codice di procedura civile ed agli articoli 6 e 12 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162.
    26. La sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso determina lo scioglimento dell'unione civile tra persone dello stesso sesso.
    27. Alla rettificazione anagrafica di sesso, ove i coniugi abbiano manifestato la volontà di non sciogliere il matrimonio o di non cessarne gli effetti civili, consegue l'automatica instaurazione dell'unione civile tra persone dello stesso sesso.
    28. Fatte salve le disposizioni di cui alla presente legge, il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi in materia di unione civile tra persone dello stesso sesso nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:
    a) adeguamento alle previsioni della presente legge delle disposizioni dell'ordinamento dello stato civile in materia di iscrizioni, trascrizioni e annotazioni;

    b) modifica e riordino delle norme in materia di diritto internazionale privato, prevedendo l'applicazione della disciplina dell'unione civile tra persone dello stesso sesso regolata dalle leggi italiane alle coppie formate da persone dello stesso sesso che abbiano contratto all'estero matrimonio, unione civile o altro istituto analogo;

    c) modificazioni ed integrazioni normative per il necessario coordinamento con la presente legge delle disposizioni contenute nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti e nei decreti.

    29. I decreti legislativi di cui al comma 28 sono adottati su proposta del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'interno, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale.
    30. Ciascuno schema di decreto legislativo di cui al comma 28, a seguito della deliberazione del Consiglio dei ministri, è trasmesso alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica perché su di esso siano espressi, entro sessanta giorni dalla trasmissione, i pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia. Decorso tale termine il decreto può essere comunque adottato, anche in mancanza dei pareri. Qualora il termine per l'espressione dei pareri parlamentari scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto dal comma 28, quest'ultimo termine è prorogato di tre mesi. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. I pareri definitivi delle Commissioni competenti per materia sono espressi entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i decreti possono essere comunque adottati.
    31. Entro due anni dalla data di entrata in vigore di ciascun decreto legislativo adottato ai sensi del comma 28, il Governo può adottare disposizioni integrative e correttive del decreto medesimo, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui al citato comma 28, con la procedura prevista nei commi 29 e 30.
    32. All'articolo 86 del codice civile, dopo le parole: «da un matrimonio» sono inserite le seguenti: «o da un'unione civile tra persone dello stesso sesso».
    33. All'articolo 124 del codice civile, dopo le parole: «impugnare il matrimonio» sono inserite le seguenti: «o l'unione civile tra persone dello stesso sesso».
    34. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'interno, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le disposizioni transitorie necessarie per la tenuta dei registri nell'archivio dello stato civile nelle more dell'entrata in vigore dei decreti legislativi adottati ai sensi del comma 28, lettera a).
    35. Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 34 acquistano efficacia a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge.
    36. Ai fini delle disposizioni di cui ai commi da 37 a 67 si intendono per «conviventi di fatto» due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un'unione civile.
    37. Ferma restando la sussistenza dei presupposti di cui al comma 36, per l'accertamento della stabile convivenza si fa riferimento alla dichiarazione anagrafica di cui all'articolo 4 e alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 13 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223.
    38. I conviventi di fatto hanno gli stessi diritti spettanti al coniuge nei casi previsti dall'ordinamento penitenziario.
    39. In caso di malattia o di ricovero, i conviventi di fatto hanno diritto reciproco di visita, di assistenza nonché di accesso alle informazioni personali, secondo le regole di organizzazione delle strutture ospedaliere o di assistenza pubbliche, private o convenzionate, previste per i coniugi e i familiari.
    40. Ciascun convivente di fatto può designare l'altro quale suo rappresentante con poteri pieni o limitati:
    a) in caso di malattia che comporta incapacità di intendere e di volere, per le decisioni in materia di salute;

    b) in caso di morte, per quanto riguarda la donazione di organi, le modalità di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie.

    41. La designazione di cui al comma 40 è effettuata in forma scritta e autografa oppure, in caso di impossibilità di redigerla, alla presenza di un testimone.
    42. Salvo quanto previsto dall'articolo 337-sexies del codice civile, in caso di morte del proprietario della casa di comune residenza il convivente di fatto superstite ha diritto di continuare ad abitare nella stessa per due anni o per un periodo pari alla convivenza se superiore a due anni e comunque non oltre i cinque anni. Ove nella stessa coabitino figli minori o figli disabili del convivente superstite, il medesimo ha diritto di continuare ad abitare nella casa di comune residenza per un periodo non inferiore a tre anni.
    43. Il diritto di cui al comma 42 viene meno nel caso in cui il convivente superstite cessi di abitare stabilmente nella casa di comune residenza o in caso di matrimonio, di unione civile o di nuova convivenza di fatto.
    44. Nei casi di morte del conduttore o di suo recesso dal contratto di locazione della casa di comune residenza, il convivente di fatto ha facoltà di succedergli nel contratto.
    45. Nel caso in cui l'appartenenza ad un nucleo familiare costituisca titolo o causa di preferenza nelle graduatorie per l'assegnazione di alloggi di edilizia popolare, di tale titolo o causa di preferenza possono godere, a parità di condizioni, i conviventi di fatto.
    46. Nella sezione VI del capo VI del titolo VI del libro primo del codice civile, dopo l'articolo 230-bis è aggiunto il seguente:
    «Art. 230-ter. – (Diritti del convivente). – Al convivente di fatto che presti stabilmente la propria opera all'interno dell'impresa dell'altro convivente spetta una partecipazione agli utili dell'impresa familiare ed ai beni acquistati con essi nonché agli incrementi dell'azienda, anche in ordine all'avviamento, commisurata al lavoro prestato. Il diritto di partecipazione non spetta qualora tra i conviventi esista un rapporto di società o di lavoro subordinato».
    47. All'articolo 712, secondo comma, del codice di procedura civile, dopo le parole: «del coniuge» sono inserite le seguenti: «o del convivente di fatto».
    48. Il convivente di fatto può essere nominato tutore, curatore o amministratore di sostegno, qualora l'altra parte sia dichiarata interdetta o inabilitata ai sensi delle norme vigenti ovvero ricorrano i presupposti di cui all'articolo 404 del codice civile.
    49. In caso di decesso del convivente di fatto, derivante da fatto illecito di un terzo, nell'individuazione del danno risarcibile alla parte superstite si applicano i medesimi criteri individuati per il risarcimento del danno al coniuge superstite.
    50. I conviventi di fatto possono disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un contratto di convivenza.
    51. Il contratto di cui al comma 50, le sue modifiche e la sua risoluzione sono redatti in forma scritta, a pena di nullità, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato che ne attestano la conformità alle norme imperative e all'ordine pubblico.
    52. Ai fini dell'opponibilità ai terzi, il professionista che ha ricevuto l'atto in forma pubblica o che ne ha autenticato la sottoscrizione ai sensi del comma 51 deve provvedere entro i successivi dieci giorni a trasmetterne copia al comune di residenza dei conviventi per l'iscrizione all'anagrafe ai sensi degli articoli 5 e 7 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223.
    53. Il contratto di cui al comma 50 reca l'indicazione dell'indirizzo indicato da ciascuna parte al quale sono effettuate le comunicazioni inerenti al contratto medesimo. Il contratto può contenere:
    a) l'indicazione della residenza;

    b) le modalità di contribuzione alle necessità della vita in comune, in relazione alle sostanze di ciascuno e alla capacità di lavoro professionale o casalingo;

    c) il regime patrimoniale della comunione dei beni, di cui alla sezione III del capo VI del titolo VI del libro primo del codice civile.

    54. Il regime patrimoniale scelto nel contratto di convivenza può essere modificato in qualunque momento nel corso della convivenza con le modalità di cui al comma 51.
    55. Il trattamento dei dati personali contenuti nelle certificazioni anagrafiche deve avvenire conformemente alla normativa prevista dal codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, garantendo il rispetto della dignità degli appartenenti al contratto di convivenza. I dati personali contenuti nelle certificazioni anagrafiche non possono costituire elemento di discriminazione a carico delle parti del contratto di convivenza.
    56. Il contratto di convivenza non può essere sottoposto a termine o condizione. Nel caso in cui le parti inseriscano termini o condizioni, questi si hanno per non apposti.
    57. Il contratto di convivenza è affetto da nullità insanabile che può essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse se concluso:

    a) in presenza di un vincolo matrimoniale, di un'unione civile o di un altro contratto di convivenza;

    b) in violazione del comma 36;

    c) da persona minore di età;

    d) da persona interdetta giudizialmente;

    e) in caso di condanna per il delitto di cui all'articolo 88 del codice civile.

    58. Gli effetti del contratto di convivenza restano sospesi in pendenza del procedimento di interdizione giudiziale o nel caso di rinvio a giudizio o di misura cautelare disposti per il delitto di cui all'articolo 88 del codice civile, fino a quando non sia pronunciata sentenza di proscioglimento.
    59. Il contratto di convivenza si risolve per:

    a) accordo delle parti;

    b) recesso unilaterale;

    c) matrimonio o unione civile tra i conviventi o tra un convivente ed altra persona;

    d) morte di uno dei contraenti.

    60. La risoluzione del contratto di convivenza per accordo delle parti o per recesso unilaterale deve essere redatta nelle forme di cui al comma 51. Qualora il contratto di convivenza preveda, a norma del comma 53, lettera c), il regime patrimoniale della comunione dei beni, la sua risoluzione determina lo scioglimento della comunione medesima e si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui alla sezione III del capo VI del titolo VI del libro primo del codice civile. Resta in ogni caso ferma la competenza del notaio per gli atti di trasferimento di diritti reali immobiliari comunque discendenti dal contratto di convivenza.
    61. Nel caso di recesso unilaterale da un contratto di convivenza il professionista che riceve o che autentica l'atto è tenuto, oltre che agli adempimenti di cui al comma 52, a notificarne copia all'altro contraente all'indirizzo risultante dal contratto. Nel caso in cui la casa familiare sia nella disponibilità esclusiva del recedente, la dichiarazione di recesso, a pena di nullità, deve contenere il termine, non inferiore a novanta giorni, concesso al convivente per lasciare l'abitazione.
    62. Nel caso di cui alla lettera c) del comma 59, il contraente che ha contratto matrimonio o unione civile deve notificare all'altro contraente, nonché al professionista che ha ricevuto o autenticato il contratto di convivenza, l'estratto di matrimonio o di unione civile.
    63. Nel caso di cui alla lettera d) del comma 59, il contraente superstite o gli eredi del contraente deceduto devono notificare al professionista che ha ricevuto o autenticato il contratto di convivenza l'estratto dell'atto di morte affinché provveda ad annotare a margine del contratto di convivenza l'avvenuta risoluzione del contratto e a notificarlo all'anagrafe del comune di residenza.
    64. Dopo l'articolo 30 della legge 31 maggio 1995, n. 218, è inserito il seguente:
    «Art. 30-bis. – (Contratti di convivenza). – 1. Ai contratti di convivenza si applica la legge nazionale comune dei contraenti. Ai contraenti di diversa cittadinanza si applica la legge del luogo in cui la convivenza è prevalentemente localizzata.
    2. Sono fatte salve le norme nazionali, europee ed internazionali che regolano il caso di cittadinanza plurima».
    65. In caso di cessazione della convivenza di fatto, il giudice stabilisce il diritto del convivente di ricevere dall'altro convivente e gli alimenti qualora versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento. In tali casi, gli alimenti sono assegnati per un periodo proporzionale alla durata della convivenza e nella misura determinata ai sensi dell'articolo 438, secondo comma, del codice civile. Ai fini della determinazione dell'ordine degli obbligati ai sensi dell'articolo 433 del codice civile, l'obbligo alimentare del convivente di cui al presente comma è adempiuto con precedenza sui fratelli e sorelle.
    66. Agli oneri derivanti dall'attuazione dei commi da 1 a 35 del presente articolo, valutati complessivamente in 3,7 milioni di euro per l'anno 2016, in 6,7 milioni di euro per l'anno 2017, in 8 milioni di euro per l'anno 2018, in 9,8 milioni di euro per l'anno 2019, in 11,7 milioni di euro per l'anno 2020, in 13,7 milioni di euro per l'anno 2021, in 15,8 milioni di euro per l'anno 2022, in 17,9 milioni di euro per l'anno 2023, in 20,3 milioni di euro per l'anno 2024 e in 22,7 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2025, si provvede:
    a) quanto a 3,7 milioni di euro per l'anno 2016, a 1,3 milioni di euro per l'anno 2018, a 3,1 milioni di euro per l'anno 2019, a 5 milioni di euro per l'anno 2020, a 7 milioni di euro per l'anno 2021, a 9,1 milioni di euro per l'anno 2022, a 11,2 milioni di euro per l'anno 2023, a 13,6 milioni di euro per l'anno 2024 e a 16 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2025, mediante riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307;

    b) quanto a 6,7 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2017, mediante corrispondente riduzione delle proiezioni, per gli anni 2017 e 2018, dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2016-2018, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2016, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.

    67. Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sulla base dei dati comunicati dall'INPS, provvede al monitoraggio degli oneri di natura previdenziale ed assistenziale di cui ai commi da 11 a 20 del presente articolo e riferisce in merito al Ministro dell'economia e delle finanze. Nel caso si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di cui al comma 66, il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, provvede, con proprio decreto, alla riduzione, nella misura necessaria alla copertura finanziaria del maggior onere risultante dall'attività di monitoraggio, delle dotazioni finanziarie di parte corrente aventi la natura di spese rimodulabili, ai sensi dell'articolo 21, comma 5, lettera b), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nell'ambito dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
    68. Il Ministro dell'economia e delle finanze riferisce senza ritardo alle Camere con apposita relazione in merito alle cause degli scostamenti e all'adozione delle misure di cui al comma 67.
    69. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

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