Stepchild adoption, il Tribunale di Bologna respinge il ricorso di due madri statunitensi

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17 maggio 2016 - A quasi tre mesi dalla sentenza della Corte Costituzionale sul caso di Eleonora Beck e Liz Joffe, il Tribunale dei minori di Bologna è tornato ad esprimersi e lo ha fatto in modo negativo, dichiarando inammissibile il ricorso presentato dalle due donne, che chiedevano il riconoscimento giuridico anche in Italia dei loro due figli, così come erano stati riconosciuti negli Stati Uniti.

La Consulta aveva di fatto rinviato tutto al Tribunale dei Minori di Bologna, che oggi ha deciso di chiudere il caso. Le due donne, alla luce di questa decisione, ora dovranno rivolgersi direttamente all'ufficiale dello Stato civile e, in caso di rifiuto della trascrizione del loro provvedimento di adozione, dovranno affidarsi alla Corte d'Appello competente.

Stepchild adoption, la sentenza della Corte Costituzionale sul caso di due madri statunitensi

Il Tribunale di Bologna ha erroneamente trattato la decisione straniera come un'ipotesi di adozione da parte di cittadini italiani di un minore straniero (cosiddetta adozione internazionale), mentre si trattava del riconoscimento di una sentenza straniera, pronunciata tra stranieri.

Con queste parole la Corte Costituzionale ha dichiarato oggi inammissibile la questione di legittimità costituzionale sulla stepchild adoption promossa dal Tribunale per i minorenni di Bologna nel caso di Eleonora Beck e Liz Joffe, due cittadine statunitensi sposate negli USA e madri di due figli.

Un tribunale dell’Oregon aveva stabilito che le due donne sono reciprocamente madri adottive del figlio della partner. In questo modo i due figli, una nata una da Eleonora Beck e l’altro da Liz Joffe, avevano a tutti gli effetti due madri riconosciute dalla legge statunitense.

Le due donne si sono poi trasferite in Italia e hanno chiesto il riconoscimento di quell’adozione anche nel nostro Paese. Si sono rivolte così al Tribunale di Bologna, che aveva dato parere negativo sulla base della normativa vigente in Italia. Da lì si è passati al Tribunale dei minori di Bologna, che non se l’è sentita di prendere una decisione e, sollevando una questione di legittimità della legge 184/1983 sulle adozioni, e hanno rigirato la questione alla Consulta.

Oggi la Corte Costituzionale si è espressa e ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal Tribunale dei minori di Bologna, abbracciando di fatto quanto già sostenuto dall’Avvocatura Dello Stato, secondo la quale quel ricorso era inammissibile

in quanto nel nostro ordinamento, per giurisprudenza delle corti di merito, esiste già la possibilità di riconoscere l'adozione nelle stabili coppie dello stesso sesso in un altro caso, ovvero quando si adotti il figlio del partner, a nulla rilevando l'esistenza di un matrimonio tra il genitore biologico e chi adotta (art. 44 lettera D della legge sull'adozione).

Per l’Avvocatura di Stato, insomma, il Tribunale dei Minorenni avrebbe dovuto riconoscere l’adozione piena alle due donne. Ora che il ricorso è stato dichiarato inammissibile, spetterà allo stesso Tribunale dei Minorenni di Bologna esprimersi sulla vicenda.

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