Monica Cirinnà smentisce il Corriere della Sera: “Quell’intervista non l’ho mai fatta”

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18.30 - Dal Corriere Della Sera arriva la controreplica:

Dopo aver scatenato l’ira di buona parte del Pd e di Matteo Renzi, oggi alle 14 la senatrice Monica Cirinnà ha avuto un improvviso ripensamento e, con oltre un giorno di ritardo, al sito dell’Unità ha dichiarato di non aver mai rilasciato l’intervista che avete appena letto. Io però confermo tutto: ogni sua parola, ogni virgola, ogni suo sospiro.

17.30 - Poche ore fa il sito del Corriere Della Sera ha riportato alcune dichiarazioni di Monica Cirinnà, riprese all’istante da molti altri quotidiani, a cominciare dall’Huffington Post, che stamattina hanno riportato quei virgolettati riservati agli utenti abbonati al quotidiano diretto da Luciano Fontana:

Sto pagando le porcate fatte da certi renziani in guerra che volevano un premietto. Pago le delusioni di chi, e sono tanti, nutriva forti aspettative nell'ultimo rimpasto di governo. Stavano tutti lì ad aspettare una promozione. Chi voleva guidare una commissione, chi avrebbe voluto diventare sottosegretario... E allora sono scattate volgari ripicche, atteggiamenti disgustosi in Aula e fuori.

La senatrice, prima firmataria del disegno di legge che sta avendo non pochi problemi in Senato, ha smentito categoricamente di aver rilasciato un’intervista o anche solo qualche dichiarazione al giornalista firmatario dell’articolo, Fabrizio Roncone, o al Corriere della Sera più in generale. E lo ha fatto attraverso le pagine dell’Unità.tv:

Chi mi conosce sa che io non faccio politica così […] Io mi sono realmente fermata a parlare con i rappresentanti della associazioni Lgbt con cui lavoro da anni, e lì qualcuno ha anche parlato dei mal di pancia nel Pd e io ho risposto di non saperne nulla. Evidentemente o l’origliatore era in mala fede o non ha sentito bene. […] Mai concesso un’intervista a quel giornalista del Corriere della Sera. Virgolettare frasi non dette è veramente grave anche dal punto di vista deontologico. Io ho fatto una sola intervista a Repubblica, a casa mia, fuori dai capannelli del Senato…Quello che avevo da dire l’ho detto a Repubblica, non al Corriere. Quello pubblicato dal Corriere non è nemmeno un retroscena, per quanto forzato, è un’intervista che non c’è stata. E’ un comportamento intollerabile.

Dopo la precisazione, la Senatrice Cirinnà coglie l’occasione per fare qualche precisazione, a cominciare da quell’aggiornamento di stato su Facebook in cui annunciava che avrebbe lasciato la politica dopo il dietrofront di M5S:

Ma io sono fatta così. Per me c’è anche un aspetto umano nella lotta politica. Lo ripeto: io per due anni in commissione giustizia con i Cinquestelle ho avuto un rapporto limpido e leale, lo chieda a Buccarella, a Giarrusso, con loro abbiamo votato insieme il testo della legge in commissione. Con Airola ho fatto tantissime assemblee pubbliche. Non mi aspettavo, nessuno si aspettava, che Airola si pronunciasse contro il famoso canguro, penso sia stato costretto . Non potevo saperlo. Mi sono sbagliata. Ho detto che sono pronta a pagare per questo errore.

A proposito del canguro e del suo futuro, invece, precisa:

Il canguro è un salva-legge. Ma ci rendiamo conto in quale contesto ci muoviamo? Il Pd e la maggioranza sono divisi. Siamo in aula senza relatore. Il governo, giustamente, non dà pareri sugli emendamenti. In più ci sono 500 emendamenti della Lega. E non dovremmo usare tutti gli strumenti a disposizione? Io prego ancora i colleghi di Cinquestelle di considerare che se si vuole la legge serve prima l’emendamento-canguro.

Per l’intervista completa vi invitiamo a visitare il sito dell’Unità.

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