Unioni civili, cos’è l’emendamento “canguro” di Andrea Marcucci?

In questi giorni, tra polemiche, delusioni e botta e risposta non sempre pacati, nell’accesa discussione sul DDL Cirinnà e le unioni civili si parla del cosiddetto “canguro”, un piccolo escamotage che dovrebbe servire a far decadere la maggior parte degli emendamenti presentati dagli oppositori del disegno di legge.

Si tratta dell’emendamento 01.6000 presentato dal senatore Andrea Marcucci, primo firmatario, e dalla senatrice Laura Cantini, entrambi del Partito Democratico. Il trucco è semplice: questo emendamento permissivo va a riassumere il contenuto dell’intero DDL Cirinnà e, se approvato, fa decadere tutte le altre proposte di modifica al disegno di legge, a partire da quel centinaio di emendamenti presentati da Lega Nord.

Il testo punta all’introduzione di un nuovo articolo, l’Art. 01, che va a sistemarsi prima dell’articolo 1, diventando così oggetto di voto per primo. Il testo integrale dell’emendamento recita:

All'articolo, premettere il seguente:
«Art. 01.
(Finalità e princìpi di regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e delle convivenze di fatto)
1. La presente legge disciplina l'introduzione nell'ordinamento giuridico dell'istituito dell'unione civile tra persone dello stesso sesso (di seguito unione civile) e reca altresì disposizioni in materia di convivenza di fatto.
2. La disciplina dell'istituto dell'unione civile stabilisce che:
a) l'unione civile è qualificata quale specifica formazione sociale che si costituisce mediante dichiarazione dinanzi all'ufficiale di stato civile di due persone maggiorenni, non legate da rapporti di parentela, affinità, adozione e da preesistenti vincoli matrimoniali o di unione civile, secondo quanto previsto dalla presente legge;
b) con la costituzione dell'unione civile le parti acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri e da questa deriva l'obbligo reciproco all'assistenza morale e materiale e alla coabitazione e ciascuna delle parti è tenuta, in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni;
c) all'unione civile si applicano le disposizioni del codice civile in materia di regime patrimoniale della famiglia e in materia di alimenti, fatte salve le eccezioni previste dalla presente legge;
d) le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole: "coniuge", "coniugi" o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell'unione civile, salvo che per le norme del codice civile non richiamate espressamente nella presente legge e per le disposizioni di cui al Titolo II della legge 4 maggio 1983, n. 184;
e) alle unioni civili si applica la normativa del codice civile in materia di diritti successori relativa alla famiglia;
f) la parte dell'unione civile può fare richiesta di adozione del figlio minore anche adottivo dell'altra parte dell'unione;
g) alle unioni civili si applica la vigente normativa in materia di scioglimento del matrimonio e divorzio;
h) lo scioglimento dell'unione civile si determina anche nel caso di sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso;
i) nel caso di rettificazione anagrafica di sesso, ove i coniugi abbiano manifestato la volontà di non sciogliere il matrimonio, fra di essi si instaura automaticamente un'unione civile.
3. In relazione alla disciplina della convivenza di fatto, la presente legge regolamenta i diritti e i doveri dei "conviventi di fatto" , per i quali s'intendono due persone maggiorenni unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un'unione civile»

Si tratta a tutti gli effetti di un riassunto del DDL Cirinnà, o se vogliamo un’introduzione allo stesso. Se votato per primo - e l’ordine numerico non è affatto casuale - e approvato, questo emendamento farebbe decadere all’istante tutte le successive proposte di modifica al disegno di legge, velocizzandone sensibilmente il percorso in Senato fino al voto finale.

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