Unioni civili, ecco gli emendamenti più assurdi non ancora ritirati

Ecco una breve panoramica di tutti gli emendamenti più assurdi al DDL Cirinnà presentati dall'opposizione e non ancora ritirati, quelli che i senatori di M5S sono così ansiosi di votare in Aula.

Lo scontro di questi giorni in Senato sul DDL Cirinnà si è concentrato sul cosiddetto canguro, il discusso emendamento presentato dal senatore Andrea Marcucci del PD che punta con un piccolo escamotage a far decadere la maggior parte delle modifiche proposte al disegno di legge da Lega Nord e dal resto dell'opposizione, che puntano a smembrare e snaturare il testo così come è stato presentato in Aula.

La vera e propria polemica è scoppiata dopo l’annuncio del Movimento 5 Stelle, che ieri ha deciso di votare contro il cosiddetto canguro chiedendo quindi di procedere al voto sulla legge emendamento dopo emendamento, senza saltare nessuno dei circa 800 emendamenti richiesti, circa 800 richieste di modifica al testo del DDL Cirinnà.

E così ieri, citando il riassunto così riportato dal Senato:

Il sen. Airola (M5S) ha ricordato le forzature e le violazioni regolamentari che hanno segnato la legislatura: i lavori interrotti in Commissione, il supercanguro escogitato durante la discussione della legge elettorale, i voti segreti negati durante l'esame del ddl costituzionale. Ha giudicato antidemocratica la procedura del supercanguro e ha proposto di discutere e votare palesemente i 500 emendamenti rimasti, ritenendo infondate le paure del PD.

Airola - lo stesso che poco meno di due settimane aveva dichiarato: "Alla domanda se voteremo compatti ho risposto sì, tutto qua. Sono stufo delle balle che scrivono alcuni giornalisti servi" - nell’annunciare di non sentirsela di costringere i colleghi di M5S a votare a favore dell’emendamento Marcucci, ha chiesto però di “andare avanti. Noi ci siamo: votiamola con 500 emendamenti a voto palese questa legge. Se davvero la legge si affosserà per colpa nostra, me ne assumerò la responsabilità”.

Di fatto M5S ha chiesto di votare ogni singolo emendamento presentato e non ancora ritirato. Ma quali sono questi emendamenti che M5S non ha voluto far decadere votando il canguro perchè giudicato antidemocratico? Quella che vi proponiamo di seguito è una piccola e allucinante panoramica delle intenzioni dell'opposizione e dei cattolici che stanno tentando di boicottare in modo più o meno evidente le Unioni Civili in Italia.

L’articolo 1 del disegno di legge Cirinnà:

1. Le disposizioni del presente Capo istituiscono l'unione civile tra persone dello stesso sesso quale specifica formazione sociale.

Tra gli emendamenti proposti ci sono quelli firmati da Giovanardi, Mauro, Quagliariello, Augello e Compagna che chiedono:

- di sopprimere l’articolo
- di sostituirlo con “Il contratto tra due persone maggiorenni, indipendentemente dal loro sesso, con il quale essi regolano, la propria convivenza, è istituito personalmente tramite atto notarile”
- di sopprimere le parole: «dello stesso sesso»
- di aggiungere le parole: «stabilmente conviventi da almeno cinque anni»
- di aggiungere le parole: «stabilmente conviventi da almeno quattro anni»
- di aggiungere le parole: «stabilmente conviventi da almeno tre anni»
- di aggiungere le parole: «stabilmente conviventi da almeno due anni»
- Sopprimere gli articoli da 1 a 10

E questo è solo un piccolo assaggio di questa pagliacciata. Ma passiamo all'articolo 2 del DDL Cirinnà, che recita:

1. Due persone maggiorenni dello stesso sesso costituiscono un'unione civile mediante dichiarazione di fronte all'ufficiale di stato civile ed alla presenza di due testimoni.
2. L'ufficiale di stato civile provvede alla registrazione degli atti di unione civile tra persone dello stesso sesso nell'archivio dello stato civile.
3. Sono cause impeditive per la costituzione dell'unione civile tra persone dello stesso sesso:
a) la sussistenza, per una delle parti, di un vincolo matrimoniale o di un'unione civile tra persone dello stesso sesso;
b) l'interdizione di una delle parti per infermità di mente; se l'istanza d'interdizione è soltanto promossa, il pubblico ministero può chiedere che si sospenda il procedimento di costituzione dell'unione civile; in tal caso il procedimento non può aver luogo finché la sentenza che ha pronunziato sull'istanza non sia passata in giudicato;
c) la sussistenza tra le parti dei rapporti di cui all'articolo 87, primo comma, del codice civile; non possono altresì contrarre unione civile tra persone dello stesso sesso lo zio e il nipote e la zia e la nipote; si applicano le disposizioni di cui al medesimo articolo 87;
d) la condanna definitiva di un contraente per omicidio consumato o tentato nei confronti di chi sia coniugato o unito civilmente con l'altra parte; se è stato disposto soltanto rinvio a giudizio ovvero sentenza di condanna di primo o secondo grado ovvero una misura cautelare, la procedura per la costituzione dell'unione civile tra persone dello stesso sesso è sospesa sino a quando non è pronunziata sentenza di proscioglimento.
4. La sussistenza di una delle cause impeditive di cui al presente articolo comporta la nullità dell'unione civile tra persone dello stesso sesso. All'unione civile tra persone dello stesso sesso si applicano gli articoli 65 e 68 nonché le disposizioni della sezione VI del capo III del titolo VI del libro primo del codice civile.
5. L'unione civile tra persone dello stesso sesso è certificata dal relativo documento attestante la costituzione dell'unione, che deve contenere i dati anagrafici delle parti, l'indicazione del loro regime patrimoniale e della loro residenza, oltre ai dati anagrafici e la residenza dei testimoni.
6. Mediante dichiarazione all'ufficiale di stato civile le parti possono stabilire di assumere un cognome comune scegliendolo tra i loro cognomi. La parte può anteporre o posporre al cognome comune il proprio cognome, se diverso, facendone dichiarazione all'ufficiale di stato civile.

Anche in questo caso tra gli emendamenti si chiede di:

- Sopprimere l'articolo
- Al comma 1, sopprimere le parole: «ed alla presenza di due testimoni»
- Al comma 2, sopprimere le seguenti parole: «tra persone dello stesso sesso».
- Al comma 1, sopprimere le seguenti parole: «dello stesso sesso». Conseguentemente, sopprimere l'articolo 1.
- Sopprimere il comma 3
- Al comma 3, lettera a) e lettera c) sopprimere le seguenti parole: «tra persone dello stesso sesso».
- Al comma 3, sopprimere le lettere b) e c)
- Al comma 3, sopprimere la lettera c).
- Al comma 3, dopo la parola: «persone» inserire le seguenti: «che non sono»
- Al comma 1, sostituire le parole: «un'unione civile», con le seguenti: «un'unione renziana»

E così ce ne sono a decine, tutti simili tra loro. Come potete vedere, con tanto di link agli emendamenti in questione, si chiede sostanzialmente di rimuovere ogni riferimento a "persone dello stesso sesso" e di andare a snaturare il senso stesso del disegno di legge. Stesso discorso per quanto riguarda l'articolo 3, che recita:

1. Con la costituzione dell'unione civile tra persone dello stesso sesso le parti acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri; dall'unione civile deriva l'obbligo reciproco alla fedeltà, all'assistenza morale e materiale e alla coabitazione. Entrambe le parti sono tenute, ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni.
2. Le parti concordano tra loro l'indirizzo della vita familiare e fissano la residenza comune; a ciascuna delle parti spetta il potere di attuare l'indirizzo concordato.
3. All'unione civile tra persone dello stesso sesso si applicano le disposizioni di cui alle sezioni II, III, IV, V e VI del capo VI del titolo VI e al titolo XIII del libro primo del codice civile nonché gli articoli 116, primo comma, 146, 159, 160, 162, 163, 164, 166, 166-bis, 342-bis, 342-ter, 408, 410, 417, 426, 429, 1436, 2122, 2647, 2653, primo comma, numero 4), 2659 e 2941, numero 1), del codice civile.
4. Le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso. La disposizione di cui al periodo precedente non si applica alle norme del codice civile non richiamate espressamente nella presente legge nonché alle disposizioni di cui al Titolo II della legge 4 maggio 1983, n. 184.

Gli emendamenti presentati, quasi tutti dai soliti noti di Lega Nord, chiedono di:

- Sopprimere l'articolo
- Sostituire l'articolo con il seguente: «Art. 3. - 1. Ad ogni effetto, all'unione civile non si applicano e non si possono applicare tutte le disposizioni di legge previste per il matrimonio».
- Sostituire l'articolo, con il seguente: «Art. 3. - 1. La parte dell'unione civile tra persone dello stesso sesso non è equiparata al coniuge della famiglia».
- Sopprimere il comma 1
- Sostituire il comma 1, con il seguente: «1. Alle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso femminili sono riconosciuti i diritti e doveri spettanti ai coniugi in ordine all'assistenza sanitaria e penitenziaria».
- Sostituire il comma 1, con il seguente: «1. Alle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso maschili sono riconosciuti i diritti e doveri spettanti ai coniugi in ordine all'assistenza sanitaria e penitenziaria».
- Al comma 1, sopprimere le seguenti parole: «tra persone dello stesso sesso»

E così via, emendamento dopo emendamento. Non si salva nemmeno l'articolo 4 del DDL Cirinnà, che allo stato attuale recita:

1. Alle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso si applicano le disposizioni previste dal capo III e dal capo X del titolo I, dal titolo II e dal capo II e dal capo V-bis del titolo IV del libro secondo del codice civile.

Poteva andare bene così? Certo che no. E allora ecco anche in questo caso una sfilza di emendamenti che, tra le altre cose, vogliono:

- Sopprimere l'articolo
- Sopprimere l'articolo
- Sopprimere l'articolo. Conseguentemente, sopprimere gli articoli 1, 2, 3, 5, 6, 7, 8, 9 e 10.
- Sopprimere l'articolo
- Sopprimere l'articolo
- Sopprimere l'articolo
- Sopprimere le parole: «dello stesso sesso». Conseguentemente, sostituire il titolo con seguente: «Regolamentazione delle unioni civili e disciplina dei contratti di convivenza».
- Apportare le seguenti modificazioni: sopprimere gli articoli 4, 6, 8, 10, 12, 14, 16, 18, 20, 22

E se fino a questo punto non siete ancora convinti della pagliacciata che si sta mettendo in atto in Senato, col Movimento 5 Stelle che ha deciso di rispettare la Democrazia e ha chiesto quindi di prendere in seria considerazione ogni emendamento non ancora ritirato, ecco cosa succede sull'articolo più discusso del DDL Cirinnà, quello relativo alla stepchild adoption.

Qui facciamo una doverosa precisazione. Questo è il testo dell'articolo 5:

1. All'articolo 44, comma 1, lettera b), della legge 4 maggio 1983, n. 184, dopo la parola: «coniuge» sono inserite le seguenti: «o dalla parte dell'unione civile tra persone dello stesso sesso» e dopo le parole: «e dell’altro coniuge» sono aggiunte le seguenti: «o dell’altra parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso».

Sulla base di questo articolo andrebbe modificato l'articolo citato (lo trovate integralmente a questo indirizzo), che diventerebbe così (in grassetto le frasi che il DDL Cirinnà andrebbe ad aggiungere all'articolo già esistente):

44. 1. I minori possono essere adottati anche quando non ricorrono le condizioni di cui al comma 1 dell'articolo 7:
a) da persone unite al minore da vincolo di parentela fino al sesto grado o da preesistente rapporto stabile e duraturo, quando il minore sia orfano di padre e di madre;
b) dal coniuge o dalla parte dell'unione civile tra persone dello stesso sesso nel caso in cui il minore sia figlio anche adottivo dell'altro coniuge o dell’altra parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso;

E ora vediamo cosa si chiede con gli emendamenti presentati e non ancora ritirati, quelli che il Movimento 5 Stelle è così ansioso di votare in Aula:

- Sopprimere l'articolo
- Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:
«1-bis. Chiunque, in qualsiasi forma, realizza o organizza, per sé o per terzi, la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre a dieci anni e con la multa da due a quattro milioni di euro.
Chiunque dichiari falsamente di aver partorito o adottato un figlio in uno stato estero, è punito secondo la legge 4 maggio 1983, n. 184 "Disciplina dell'adozione e dell'affidamento dei minori", titolo VI, commi 72 e 72-bis.
3. Al fine di garantire il diritto alla conoscenza delle proprie origini e la tracciabilità a scopi medici, per i nati da maternità surrogata nel certificato di nascita vanno riportati gli estremi anagrafici dei genitori biologici che hanno contribuito al concepimento e al parto: padre e madre genetica, e madre gestazione».
- Sopprimere l'articolo
- Sostituire l'articolo, con il seguente:
«Art. 5. - (Divieto di surrogazione di maternità). - 1. Chiunque organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o embrioni è punito con la multa da euro 600.000 a euro 1.000.000. Chiunque, in qualsiasi modo, organizza, pubblicizza o utilizza la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la multa da euro 1.200.000 a euro 2.000.000. Le disposizioni precedenti, nonché quella di cui all'articolo 567 comma 2 del codice penale si applicano altresì quando il fatto è commesso all'estero da un cittadino italiano».
- Al comma 1 aggiungere, in fine, le seguenti parole: «purché la convivenza sia comprovata da almeno cinque anni».
- Al comma 1 aggiungere, in fine, le seguenti parole: «purché la convivenza sia comprovata da almeno quattro anni e 11 mesi»
- Al comma 1 aggiungere, in fine, le seguenti parole: «purché la convivenza sia comprovata da almeno quattro anni e 10 mesi»
- Al comma 1, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «purché la convivenza sia comprovata da almeno quattro anni e 9 mesi»
- Al comma 1, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «purché la convivenza sia comprovata da almeno quattro anni e 8 mesi»
- Al comma 1, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «purché la convivenza sia comprovata da almeno quattro anni e 7 mesi»
- Al comma 1, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «purché la convivenza sia comprovata da almeno quattro anni e 6 mesi»
- Al comma 1, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «purché la convivenza sia comprovata da almeno quattro anni e 5 mesi»
- Al comma 1, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «purché la convivenza sia comprovata da almeno quattro anni e 4 mesi»
- Al comma 1, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «purché la convivenza sia comprovata da almeno quattro anni e 3 mesi»
- Al comma 1, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «purché la convivenza sia comprovata da almeno quattro anni e 2 mesi»
- Al comma 1, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «purché la convivenza sia comprovata da almeno quattro anni e 1 mese»
- Al comma 1, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «purché la convivenza sia comprovata da almeno quattro anni»
- Al comma 1, aggiungere, in fine, le seguenti parole: «purché la convivenza sia comprovata da almeno tre anni e dieci mesi»
- Sopprimere l'articolo
- Sopprimere l'articolo
- Sopprimere l'articolo. Conseguentemente, sopprimere gli articoli 1, 2, 3, 4, 6, 7, 8, 9 e 10.
- Sopprimere l'articolo
- Sopprimere l'articolo. Conseguentemente, sostituire il titolo con il seguente: «Nel rispetto dei principi costituzionali di cui agli articoli 29, 30 e 31, regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze».
- Sopprimere l'articolo

E questo, lo ribadiamo, è solo un piccolo assaggio delle centinaia di emendamenti proposti. Emendamenti in troppi casi inutili, che sarebbero decaduti se il Movimento 5 Stelle non avesse voluto giocare la carta della "procedura antidemocratica" e avesse votato il canguro, assicurando al DDL Cirinnà un futuro molto incerto, così come a quei milioni di italiani che chiedono diritti da troppo tempo e che, forse anche a causa di questa mossa di M5S, si ritroveranno con in mano un pugno di mosche.

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