Unioni civili, anche Renzi contro la Cei: “Sul voto segreto decide il Parlamento”

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Il botta e risposta di ieri tra il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha trovato seguito oggi grazie al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, tornato sulla questione nel corso di un suo intervento a Radio Anch’io.

Renzi, a proposito del voto segreto sul DDL Cirinnà, ha ribadito quanto già sottolineato ieri da Palazzo Chigi:

Il voto segreto lo decide il Parlamento, e lo dico con stima per il cardinal Bagnasco, e non la Cei. Mi piacerebbe molto l'idea che un parlamentare risponda del voto che dà e lo spiega. Dopodiché il regolamento del Parlamento prevede il voto segreto e se ci saranno le condizioni Grasso e non la Cei deciderà.

La precisazione arriva a poche ore dalle parole pronunciate ieri da Bagnasco, che per l’ennesima volta ha messo il naso dove non doveva, tentando di influenzare in modo diretto il percorso in Senato del disegno di legge sulle Unioni civili:

Ci auguriamo che il dibattito in Parlamento e nelle varie sedi istituzionali sia ampiamente democratico, che tutti possano esprimersi, che le loro obiezioni possano essere considerate e che la libertà di coscienza su temi fondamentali per la vita della società e delle persone sia, non solo rispettata, ma anche promossa con una votazione a scrutinio segreto.

A quell’augurio così sentito e interessato aveva prontamente replicato sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Luciano Pizzetti:

Le esortazioni sono giuste e condivisibili, ma come regolare il dibattito del Senato lo decide il presidente del Senato. Non il presidente della Cei.

Chissà se oggi, dopo le parole di Renzi, Bagnasco e la Cei hanno capito che è ora di smetterla di interessarsi della politica italiana.

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